Gazzetta di Reggio

L’album “Infernvm” di Murubutu e Gold diventa uno spettacolo pensato per le scuole

Adriano Arati
L’album “Infernvm” di Murubutu e Gold diventa uno spettacolo pensato per le scuole

Caronte, Pier della Vigna e Taide reinterpretati in relazione a tematiche come dipendenza e bullismo 

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REGGIO EMILIA. L’Inferno dantesco aggiornato e raccontato alle con le scansioni, ritmiche e testuali, dell’hip-hop. A meno di un anno dal debutto, si aprono nuove vite per “Infernvm”, il disco realizzato in coppia dal rapper reggiano Murubutu e da Claver Gold utilizzando come ispirazione uno dei punti più alti della letteratura italiana e non solo, l’Inferno di Dante Alighieri. Ora l’album diventa uno spettacolo per le scuole, fruibile a distanza in questi mesi di limitazioni forzate alle attività in presenza.

Alessio Mariani in arte Murubutu, docente di liceo a Reggio, è da oltre un decennio una delle voci più amate della scena rap italiana grazie alla notevolissima capacità di costruire brani in cui toni e costruzioni “alte” e pregnanti si uniscono alla dinamicità musicale di uno dei generi più diffusi, partito come voce dei quartieri afro-americani e diventato un linguaggio universale.

Assieme a un altro nome di punta dello “storytelling rap”, Claver Gold, ha assemblato “Infernvm”, tredici brani che ripercorrono alcune delle parti più celebri del viaggio dantesco nei gironi infernali. La parte più bella, e più nota, della Divina Commedia, con la sua galleria di personaggi immortali: o per fama pregressa, come per Ulisse e Minosse, o per merito della penna dell’Alighieri, a partire dalla cupissima storia d’amore di Paolo Francesco. Con i due titolari, artisti di spessore, fra cui l’ex Casino Royale Giuliano Palma, che presta la sua bellissima voce.

“Infervum” ha ottenuto un notevole successo di pubblico e di critica, è stato votato come miglior album hip hop italiano del 2020 da vari portali tematici e a marzo vedrà una ristampa ampliata.

Nel 2021 ricorrono i 700 anni dalla scomparsa del letterato toscano, l’anno dantesco prevede centinaia di celebrazioni, rivisitazioni e omaggi e qui si inserisce la nuova proposta di Murubutu e Claver Gold, definita «un incontro in bilico fra narrazione e performance musicale, pensato soprattutto per le scuole superiori, istituti culturali e festival». Dal concept album originale, già interamente costruito su un focus unico, si passerà ad un discorso più vasto di attualizzazione.

La base sarà la terza cantica dell’Inferno, quella di Caronte e Taide e da lì prenderà il via «una riflessione circa la genesi del concept album che, partendo da alcuni personaggi della terza cantica, li reinterpreta attraverso un percorso di attualizzazione e comunicazione attraverso i suoni e le metriche tipiche della musica rap. Personaggi come Caronte, Pier della Vigna, Taide assumono quindi una valenza metaforica spendibile nella contemporaneità e vengono riletti in relazione a tematiche come dipendenza, bullismo, prostituzione, individualismo che sempre più caratterizzano la nostra società».

La proposta è divisa in due parti. La prima incentrata sul processo di ideazione del disco, e del suo dialogo con l’opera originale. La seconda sarà più simile a un canonico concerto, pur in formato digitale, con Murubutu e Claver Gold insieme ad interpretare dal vivo sia alcune canzoni di “Infervum” sia alcuni dei loro brani più conosciuti.

“Dante Alighieri a tempo di rap: conversazioni dantesche con Murubutu & Claver Gold”, curato dalle etichette Django Dischi e Glory Hole Records, sarà richiedibile da marzo. —

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