Il cinema Multisala Novecento festeggia le sue due vite con un libro di testimonianze
Nel marzo di settant’anni fa, a Cavriago, l’inaugurazione del “Cinema Teatro Nuovo” in via del Cristo. La chiusura nel 1985 e, venticinque anni fa, la rinascita: i volontari cercano foto d’epoca per il volume
CAVRIAGO. Da settant’anni Cavriago ha il suo cinema. Un cinema nato grazie ai cittadini e che continua a vivere grazie in particolare al volontariato. Rinato venticinque anni fa, la sua storia prosegue e attende di riprendere post pandemia. Una storia straordinaria che, alla luce del doppio anniversario - le settanta e le venticinque candeline - verrà celebrata quest’anno a fine anno con l’uscita di un libro, attualmente in corso di realizzazione grazie in particolare a un gruppo di volontari che lancia in questi giorni un appello pubblico per raccogliere scatti inediti che possano raccontare questa vicenda per immagini. La storia del cinema teatro di Cavriago ebbe inizio con quello che si chiamava un tempo “Cinema Teatro Nuovo”, antenato appunto dell’odierno Multisala Novecento, inaugurato a marzo del 1951 e chiuso nel 1985 sempre in via del Cristo.
La rinascita
Seguirono dieci anni di buio, finché il 16 settembre del 1996 si riaccesero le luci e il cinema passò da una a due sale, quella Rossa (più grande e a piano terra) e quella Verde al piano superiore, e prese il nome appunto di Multisala Novecento. Come nacque il Cinema Teatro Nuovo è diventato noto a tutti poiché conquistò diversi anni fa il regista piemontese Daniele Segre che decise di farne un film: “Pareven Furmighi”, cioè “Sembravano formiche”. Un nome molto significativo scelto per raccontare ciò che avvenne nel 1950: un paese intero, Cavriago appunto, si mobilitò per costruire un cinema per la collettività, in pieno centro storico. Una vera e propria catena umana di persone si impegnò per costruire mattone dopo mattone il cinema, emblema della rinascita del paese nel dopoguerra. Una storia di volontariato, di impegno collettivo, di amore per la propria terra e per le arti che venne portata al festival del Cinema di Venezia nel 1997 e che ebbe grande successo. Al Lido andarono anche una sessantina di protagonisti di “Pareven furmighi” per assistere alla proiezione ufficiale, tra l’emozione e gli applausi del pubblico.
Testimonianze
Con Multisala Novecento, come si diceva, la storia non finisce qui ma continua a mietere successi: solitamente nelle due sale, Rossa e Verde, vengono proposti film di qualità in prima visione, rassegne cinematografiche a prezzi ultrapopolari, teatro per ragazzi e per le scuole, dialettale, musical, operetta e tanto altro. Chiaramente come tutti i cinema e i teatri italiani attualmente è chiuso ma è pronto a ripartire appena sarà possibile a fine pandemia. La sua forza nonché unicità, ieri come oggi, è che vive di volontariato. Oggi, come si diceva, altre formichine e altri volontari sono all’opera per raccontare questa straordinaria avventura: Giuseppe Guidetti, Riccarda Masetti, Franco Piccinini, Brunetta Partisotti e Letizia Valli, appassionati tutti di storia locale. Nel libro ripercorreranno le vicende relative alla decisione di costruire il Cinema Teatro Nuovo in paese, la costruzione vera e propria come azione collettiva e di rinascita, le diverse attività succedutesi fino alla chiusura del 1985, il dibattito e la decisione di passare la proprietà al Comune di Cavriago e la ristrutturazione conclusasi con l’apertura di quello che oggi è Multisala Novecento. Il volume sarà presentato a metà settembre 2021 in occasione del settantesimo della costruzione e apertura del Cinema Teatro Nuovo e del venticinquesimo dell’apertura di Multisala Novecento. In questi giorni si stanno raccogliendo immagini, racconti e testimonianze.
L’appello
In particolare gli autori lanciano un appello pubblico per chiedere che chiunque abbia scatti fatti all’interno o all’esterno del cinema teatro, di eventi, incontri, dibattiti o altro, realizzati fra gli anni Sessanta e gli anni Ottanta, lo segnali scrivendo alla mail del cinema (900@multisala900.it) o lasciando un messaggio in segreteria (tel. 0522/372015). Le foto più significative saranno pubblicate nel volume dedicato a questa straordinaria avventura chiamata “Multisala Novecento”. —
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