Dal cinema Apollo sul canale YouTube si parla del film “Boyhood” di Linklater
Oggi pomeriggio (ore 15) prosegue la rassegna “Aperti Nonostante” insieme a Erica Boretti titolare della sala albinetana
ALBINEA. Prosegue con un momento cinematografico in compagnia della titolare del cinema Apollo Erica Boretti, la rassegna albinetana “Aperti nonostante”, promossa dal Comune e dalla biblioteca Pablo Neruda per dare spazio agli operatori culturali reggiani di cinema e teatro, alle prese con le chiusure forzate del periodo. Il prossimo appuntamento è fissato per le 15 di oggi sul canale YouTube del Comune di Albinea e sulle pagine Facebook di Comune e biblioteca Neruda. Protagonista di giornata sarà la Boretti, responsabile del cinema albinetano, che parlerà del film “Boyhood” di Richard Linklater.
Laureata in Ostetricia, 28 anni, la Boretti rappresenta la terza generazione della famiglia che da quasi mezzo secolo propone cinema ad Albinea. L’Apollo, con la sua posizione centralissima nel bel mezzo dell’abitato, è attivo dal 1974, aperto da Franco Vaccari e Fernanda Zironi, i nonni di Erica. Terminati gli studi, la ragazza ha deciso di prendere in mano la gestione, ora si occupa di tutti i dettagli con una particolare attenzione alla programmazione della sala cinematografica, da sempre un riferimento a livello provinciale con la sua alternanza fra film di genere per un pubblico più ampio, solitamente disponibili in prima visione, e seguitissime rassegne infrasettimanali di cinema d’essai.
“Aperti nonostante” è la rassegna on line promossa dal Comune di Albinea, con protagonisti gli operatori culturali reggiani di cinema e teatro. «Teatri e cinema hanno dovuto chiudere, ma i loro lavoratori vogliono far sapere che durante la pandemia intendono essere comunque mobili. Quindi questi luoghi diventano “Aperti nonostante”. Investendo in questa rassegna on line le risorse che durante l’anno non sono state utilizzate a causa dell’annullamento di diversi eventi in presenza, il Comune di Albinea ha voluto dare un sostegno concreto a un comparto, quello culturale, che ha sofferto più di altri in questa fase», spiega dall’amministrazione comunale. Un modo concreto «per riconoscere il valore della loro professionalità e la necessità di fare cultura». —
Adr.Ar.
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