Robert Kowalsky “in cattedra” all’Istituto Peri «Questo incarico mi dà una gioia immensa»
L’entusiasmo del primo violino dell’Osi-Orchestra della Svizzera Italiana: «Gli studenti hanno tanta voglia di lavorare»
Giulia Bassi
REGGIO EMILIA. In pochi giorni l’Istituto Musicale “Peri” ha accolto due nuovi docenti di caratura internazionale: il pianista Alexander Romanovsky ed il violinista Robert Kowalsky.
Il primo nato in Ucraina nel 1984, all'età di tredici anni si trasferì in Italia dove ha poi studiato all'Accademia Pianistica di Imola con Leonid Margarius. Nel 2009 ha conseguito l'Artist Diploma presso il Royal College of Music di Londra con Dmitry Alexeev e a diciassette anni ha vinto il mitico Concorso “Busoni” di Bolzano. Nel nostro Istituto integrerà i percorsi offerti agli iscritti degli anni accademici, tenendo anche specifici laboratori sulla letteratura e interpretazione pianistica. Si auspica un contributo di straordinaria qualità artistica alle attività formative e produttive della scuola.
Alta Formazione
Robert Kowalsky, primo violino dell’Osi-Orchestra della Svizzera Italiana di Lugano un concertista di primo piano del panorama musicale insegnerà agli studenti dell’Alta formazione.
«Essere la spalla di un’orchestra prestigiosa è un incarico bellissimo e importante che mi dà la possibilità di lavorare con i più grandi personaggi: da ultimo il mitico Charles Dutoit che ci ha diretti recentemente in un memorabile concerto – spiega Kowalsky-. Inoltre faccio parte del Quartetto Karol Szymanowski che ha 25 anni di storia e tengo concerti come solista e camerista: a questo proposito ho appena inciso un cd di musiche di Mieczyslaw Weinberg un caro amico di Šostakovič. Lavori molto densi e per nulla semplici. Per quanto riguarda l’insegnamento ho sempre tenuto delle masterclass; un posto fisso non ce l’ho e quest’incarico mi dà una gioia immensa».
L’entusiasmo
«Ho già iniziato all’Istituto “Peri” – prosegue entusiasta Kowalsky – e ho colto nei ragazzi l’energia giusta. Da parte mia l’entusiasmo mi permette di impegnarmi molto. Di fatto non mi stanco mai: ho capito che gli studenti avevano una grandissima voglia di lavorare, di scoprire quello che volevo trasmettere loro: questo è estremamente positivo. Ho avuto questa risposta da tutti quanti gli studenti e non era per niente scontato: io cerco di dare loro degli impulsi e sento che gli impulsi arrivano e percepisco il loro grande interesse per quanto stanno ricevendo».
padrini musicali
Particolarità del percorso formativo di Kowalsky sono i suoi “padrini musicali”; Bernard Greenhouse, Ida Haendel e Ivry Gitlis dai quali ha imparato l’arte della grande tradizione musicale. Il suo repertorio solistico spazia dal barocco alla musica odierna, con particolare attenzione ai grandi compositori polacchi. «Con gli allievi – spiega – studieremo il repertorio da Bach fino a Stravinskij passando per Čajkovskij e Schumann. Vorrei fare in modo di cercare con loro il linguaggio che rende la musica dei compositori che si studiano più vero. Devono imparare a decifrare quello che sta dietro le note e a rendere l’esecuzione viva, ma anche avere gli strumenti per approfondire la tecnica. Ci tengo – conclude – a ringraziare il docente Alessandro Ferrari per questo invito. È stato lui a chiamarmi: è un grande musicista e una persona speciale». —
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