Gazzetta di Reggio

Nel cuore dell’arte contemporanea: gli eventi lungo la via Emilia

Collezione Maramotti: veduta di sala con opere di Enzo Cucchi
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Collezione Maramotti: veduta di sala con opere di Enzo Cucchi

Dal fermento della Collezione Maramotti in città ai 12 milioni di pezzo dello Csac di Parma al Museum in Motion piacentino 

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In un’area come quella di Visit Emilia, che da sempre trova nelle radici un punto di partenza per tendere al futuro, il culto della tradizione convive con un’incontenibile curiosità nei confronti del contemporaneo. Ecco allora che le province di Parma, Piacenza e Reggio Emilia svelano un’attitudine peculiare alla ricerca del nuovo e del nuovissimo, delle intuizioni che hanno lastricato la strada verso il presente, raccogliendo testimonianze di percorsi inediti.

Reggio Emilia

Dal 21 maggio al 4 luglio 2021 torna il Festival Fotografia Europea, quest’anno ispirato da un verso di Gianni Rodari “Sulla Luna e sulla Terra / fate largo ai sognatori!”, un invito a continuare a guardare in alto. Con un programma denso di eventi, alla presenza di artisti internazionali, il Festival – prodotto e promosso da Comune di Reggio Emilia e Fondazione Palazzo Magnani – partirà con un’anteprima, il 14 maggio, proponendo per la prima volta cinque mostre open air.

Dopo aver conquistato in pochissimi anni il mondo dell’editoria, della moda e della comunicazione, Olimpia Zagnoli torna a Reggio Emilia, città della sua infanzia, con un progetto espositivo capace di valorizzare le innumerevoli sfaccettature del suo lavoro: “Caleidoscopica”. La mostra ai Chiostri di San Pietro, più volte rimanda a causa della pandemia e ancora senza una data ufficiale d’inaugurazione, ripercorre dieci anni della carriera dell’illustratrice mostrando il suo tratto inconfondibile declinato in disegni, stampe, neon, tessuti, sculture in ceramica, legno e plexiglas e oggetti di uso comune.

È ricchissima la programmazione della Collezione Maramotti che, con una costante attenzione all'andamento della situazione sanitaria, vede aggiungersi alla mostra già in corso una lista di progetti futuri e una nuova esposizione, già pronta ad aprire i battenti, appena sarà consentito. La collezione permanente comprende diverse centinaia di opere d'arte realizzate dal 1945 a oggi, che rappresentano alcune delle principali tendenze artistiche italiane e internazionali della seconda metà del XX secolo. A fianco della collezione permanente si susseguono, con una programmazione sistematica, mostre e progetti commissionati ad artisti, negli spazi dell’edificio adibiti alle iniziative temporanee. Appena sarà possibile riaprire, proseguirà fino al 30 maggio 2021 Mollino/Insides che propone suggestive fotografie delle modelle di Carlo Mollino accanto a scorci dell’ultima enigmatica dimora dell’artista in via Napione a Torino, trasformata dall’interpretazione pittorica di Perez e dall’occhio fotografico di Schindler. Non è ancora stata definita l’inaugurazione di “How to be enough”, prima personale in Italia di Ruby Onyinyechi Amanze, artista di origine nigeriana che ha concepito un nuovo disegno pluridimensionale per la Pattern Room della Collezione, lavorando su una scala monumentale mai sperimentata prima.

PIACENZA

Nel sottotetto del rinascimentale Castello di San Pietro in Cerro, lungo il percorso che si sviluppa tra le due torrette, nel 2001 è stato allestito il MiM – Museum in Motion, collezione d’arte di oltre millecinquecento pezzi dal dopoguerra all’attualità (tra pittura, grafica, scultura e installazione) esposti a rotazione, comprensiva di più di trecento opere di autori internazionali, nazionali e locali.

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Tre le sezioni: le ricerche internazionali sono attestate dal lavori di artisti come Gonzalo Martin Calero, Roger Selden, Alzek Misheff o Javier Loren, mentre il panorama creativo italiano da quelli di nomi quali Alberto Allegri, Agostino Bonalumi, Gianni Brusamolino, Gioxe De Micheli, Gianfranco Ferroni, Ugo La Pietra, Bruto Pomodoro o Concetto Pozzati. Una particolare attenzione è rivolta poi agli sviluppi dell’arte piacentina, valorizzata attraverso le opere di Carlo Berté, Armodio, Bot, Sergio Brizzolesi, Gustavo Foppiani, Mauro Fornari, Alberto Gallerati, Giorgio Groppi, Paolo Perotti, Ludovico Mosconi, Cinello Losi, Luciano Spazzali e William Xerra. Nel giardino sono presenti alcune sculture e installazioni contemporanee del periodo post-cubista e post-metafisico di Gianni Brusamolino, e della concettuale, poverista Pina Inferrera Curtò. Tra le ultime novità, l'inaugurazione della sala dedicata a Sergio Dangelo e la presentazione dell'installazione “I Guerrieri Robotici” di Ale Guzzetti. Risale invece al novembre del 2015 l’inaugurazione della Collezione Mazzolini nei monumentali ambienti del monastero di San Colombano a Bobbio. L’esposizione, che comprende principalmente opere di artisti italiani realizzate tra gli anni ’30 e gli anni ’60, raccoglie artisti autorevoli come Enrico Baj, Renato Birolli, Carlo Carrà, Massimo Campigli, Giuseppe Capogrossi, Giorgio De Chirico, Filippo De Pisis, Ottone Rosai, Lucio Fontana, Achille Funi, Piero Manzoni, Mario Nigro, Giò Pomodoro e Mario Sironi e conta 899 opere tra sculture e dipinti, di cui solo una minima parte esposte, per questioni logistiche di spazio.

Parma

Fin dal momento della sua fondazione, nel 1968, Il Centro Studi e Archivio della Comunicazione (Csac) si è posto l’obiettivo di costituire una raccolta rappresentativa di arte, fotografie, disegni di architettura, design, moda e grafica. Ospitato dal 2007 dall’Abbazia di Valserena, è strutturato in cinque sezioni - Arte, Fotografia, Media, Progetto, Spettacolo - nelle quali sono conservati circa 12 milioni di pezzi. La sezione Arte offre, attraverso 1.700 dipinti, 300 sculture e 17.000 disegni, un panorama della cultura artistica italiana del secondo dopoguerra, dal realismo di Renato Guttuso, all’astrazione di Carla Accardi, Emilio Scanavino, Mario Radice e Nicola Carrino, fino all’informale di Arnaldo Pomodoro, all’arte povera di Mario Ceroli e al concettuale di Alighiero Boetti.

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L’Archivio della Moda vanta 70.000 pezzi tra figurini, disegni, schizzi, abiti, riviste, mentre la sezione Media conserva 7.000 bozzetti di manifesti e 2.000 manifesti cinematografici di autori come Ballester, Acerbo, Cesselon, Ciriello, Manno, 11.000 disegni di satira e fumetto e 3.000 disegni per illustrazione di autori come Pericoli e Chiappori, quelli del gruppo de “Il Male” (Angese, Giuliano, Perini, Vincino), quelli del gruppo de “La Repubblica” (Bevilacqua, Bucchi, Alain Denis, Eletti, Jezek, Micheli), e ancora Galantara e Bisi, oltre agli archivi di Brunetta Mateldi. Da ricordare, gli archivi (100.000 pezzi) di Carboni, Iliprandi, Provinciali, Sepo, Tovaglia e Vitale. La Sezione Fotografia consta infine di oltre 300 fondi, più di 9.000.000 di immagini, dal 1840 ad oggi. —

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