Francesco Corti al clavicembalo per Camera Music
Appuntamento stasera (ore 20.30) nella Sala Rossa del teatro Valli con la regia di Piergiorgio Casotti
Giulia Bassi
REGGIO EMILIA. Un musicista davvero completo è Francesco Corti che oltre all’attività di solista al clavicembalo, e di docente alla Schola Cantorum Basiliensis, in questi ultimi anni è chiamato a guidare complessi prestigiosi quali Les Musicians du Louvre e Il Pomo d’Oro del quale è anche direttore principale; con quest’orchestra ha partecipato a numerose tournée e registrazioni (fra cui una tournée europea di una versione in forma di concerto di Orlando di Händel).
Nato ad Arezzo in una famiglia di musicisti, Francesco Corti studia organo e clavicembalo nei conservatori di Perugia, Ginevra e Amsterdam. Vince il primo premio assoluto al XVI Concorso J. S. Bach di Lipsia nel 2006 e un secondo premio al concorso di musica antica di Bruges nel 2007. E proprio con il clavicembalo sarà protagonista del secondo appuntamento di Camera Music, il progetto in cui la musica da camera diventa soggetto e protagonista di cinque cortometraggi, ognuno in uno spazio diverso del teatro Valli e ognuno affidato a un diverso regista.
Corti questa sera alle 20.30 eseguirà “le IV Ordre” (Ordre è una serie di pezzi spesso di origine coreutica) di Couperin, il musicista chiamato “le grand” per avere dato il massimo splendore alla più importante scuola clavicembalistica d’Europa, quella francese. Francesco Corti, che ha all’attivo diverse registrazioni tra cui le Suites di Couperin, questa sera porterà il pubblico (in streaming) dentro la quasi sconosciuta Sala Rossa, e per l’occasione sarà ripreso da Piergiorgio Casotti, fotografo, regista e insaziabile viaggiatore di mondi e genti.
La Sala Rossa, che deve il suo nome al colore della tappezzeria che la contraddistingue adiacente alla ben più nota Sala degli Specchi, occupa il Ridotto del Teatro, che si completa con la Sala Azzurra, la sala Gialla e la Sala Ottagonale (che è di color arancio). Quando il Ridotto era sede della Società Del Casino, la Sala Rossa ospitava il biliardo.
Ora, al suo posto, un tavolo di grandissime dimensioni e di forma rettangolare lo rende luogo per incontri di rappresentanza e di riunioni. È stata utilizzata anche da Christian Boltanski per la sua installazione “Tant que nous sommes vivants” nel 2005 e ancora nel 2012. —
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