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Amanze e il suo magico “affresco su carta” concepito per la Collezione Maramotti

Amanze e il suo magico “affresco su carta” concepito per la Collezione Maramotti

Oggi (ore 19) su Zoom un’inedita a conversazione tra l’artista e Sara Piccinini, direttrice dello spazio espositivo 

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Reggio Emilia. Un evento esclusivo e insieme un appuntamento imperdibile, per gli appassionati di arte contemporanea, è quello che si terrà questa sera (ore 19) sulla piattaforma Zoom. Si tratta di una conversazione online tra l’artista Ruby Onyinyechi Amanze e Sara Piccinini, direttrice della Collezione Maramotti, organizzata dal Dipartimento Membership della Collezione Peggy Guggenheim di Venezia.

La conversazione si terrà in inglese e al termine i partecipanti potranno porre domande all’artista. Si può accedere utilizzando questo link: https://us02web.zoom.us/j/84663255877. Passcode: 229133.

Per la sua prima mostra personale in Italia, l’artista ha concepito un nuovo disegno pluridimensionale per la Pattern Room della Collezione, lavorando su una scala monumentale mai sperimentata prima. E proprio per il fatto che in questo momento, a causa della pandemia, la mostra non si possa visitare, diventa ancora più interessante partecipare a questa conversazione considerandola una sorta di avvicinamento a un’apertura che ci si augura non troppo lontana nel tempo.

L’opera si compone di 15 fogli di carta che si estendono a tutta altezza e larghezza sulla lunga parete centrale della sala, dando vita a un grande “affresco su carta” contemporaneo. Amanze si concentra da anni sul disegno, lavora con tecniche diverse, dalla grafite agli acrilici, fino alle matite colorate, all’inchiostro, alla vernice. La spessa carta cotone su cui disegna non è per Amanze solo un supporto, non è trattata come una superficie bidimensionale, ma diventa medium sculturale e strutturale da manipolare, fragile e forte allo stesso tempo, con cui creare fisicamente e visivamente diversi livelli di profondità e di relazione con l’osservatore.

Il suo immaginario fantastico si compone di alcune figure principali, che costituiscono le unità lessicali di un discorso che non si considera narrativo: la carta, le creature ibride di Ada the Alien eaudre the Leopard, i danzatori, gli elementi architettonici, le piscine e i tuffatori, le motociclette, gli uccelli sono elementi che ritornano e si ricombinano tra loro in infinite configurazioni possibili. Protagonisti di una mitopoiesi con caratteri di ordinaria straordinarietà, questi personaggi interagiscono tra loro come soggetti di un universo familiare, avvicinandosi, allontanandosi, offrendo protezione gli uni agli altri.

L’artista gioca con queste figure che fluttuano e si muovono su estesi fondi bianchi - densi vuoti nei quali la forza di gravità è apparentemente sospesa e l’azione è fissata in un fotogramma - per esplorare il concetto di spazio, centrale nella sua ricerca.

Nata in Nigeria, cresciuta nel Regno Unito e attualmente con base tra Philadelphia e New York, Amanze definisce molti luoghi come “casa”. Lo spazio è per lei una realtà fisica, architettonica, ma anche una dimensione mentale, emozionale e mobile, in cui emergono e si sovrappongono piani diversi, dai confini porosi. Il suo spazio non si identifica con un luogo specifico, ma rimanda a scenari fluidi, stratificati, immaginifici, coni quali l’artista, come lo spettatore, entra in una forma di relazione, che può darsi come stupore di scoprirsi parte integrante, immersa nel mondo rappresentato, o di porsi come sguardo esterno, osservante, di ciò che si dispiega come un diorama davanti ai nostri occhi. —

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