Gazzetta di Reggio

la rassegna 

La sceneggiatrice Tania Pedroni “voce” del Teatro dell’Orsa

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REGGIO EMILIA. Prosegue, forte di centinaia di ascolti da tutta Italia, il ciclo di conversazioni 100 voci – Radici di futuro realizzato dal Teatro dell’Orsa nell’ambito del progetto Arsan Arte Resistente Sostenibile Aperta Necessaria.

La prossima ospite, in dialogo in diretta streaming con Monica Morini sulla pagina Facebook della Casa delle Storie di Reggio Emilia e sul canale YouTube del Teatro dell’Orsa questa sera alle 21 sarà la sceneggiatrice reggiana Tania Pedroni che, notizia appena giunta, ha ricevuto la nomination ai David di Donatello 2021 per Volevo nascondermi di Giorgio Diritti.

«Gli incontri di Arsan stanno costruendo una comunità autentica che riflette sulle radici di futuro e attraversa i paesaggi sentimentali di una reggianità fatta non solo di luoghi ma di incontri, di parole, di lingua madre salvata – riflette Monica Morini –. Siamo molto felici di avere ospite sulla nostra arca delle 100 voci Tania Pedroni, una sceneggiatrice candidata ai David di Donatello che ha scelto di raccontare nel cinema anche artisti e storie profondamente incise nel nostro territorio».

Tania Pedroni si è laureata in lettere moderne all’Università di Bologna e formata ad Ipotesi Cinema, la scuola di cinema fondata da Ermanno Olmi. Dal 2005 scrive per il cinema. Tra i film principali “Volevo nascondermi” di Giorgio Diritti, in concorso al Festival Internazionale del cinema di Berlino 2020, Nastro D’argento Speciale Film dell’anno 2020 e Globo D’oro Miglior Film 2020. Per “L'uomo che verrà” di Giorgio Diritti, è stata candidata al premio David di Donatello 2010 per la miglior sceneggiatura. Ha scritto e diretto documentari e programmi televisivi trasmessi da emittenti nazionali e internazionali.

Il prossimo incontro del ciclo 100 voci – Radici di futuro sarà mercoledì 7 aprile con l’attrice, ricercatrice e autrice Giuliana Musso. Classe 1970, vicentina d’origine e udinese d’adozione, Premio della Critica 2005, Premio Cassino Off 2017 e Premio Hystrio 2017 per la drammaturgia, è tra le maggiori esponenti del teatro d’indagine: un teatro che si colloca al confine con il giornalismo d’inchiesta, tra l’indagine e la poesia, la denuncia e la comicità. Una poetica che caratterizza tutti i suoi lavori: una prima trilogia sui “fondamentali” della vita, “Nati in casa”, “Sexmachine” e “Tanti Saluti” (nascita, sesso e morte), e poi un impegnativo viaggio nella distruttività del sistema patriarcale con “La città ha fondamenta sopra un misfatto” (ispirato a Medea. Voci di Christa Wolf), “La Fabbrica dei preti” (sulla vita e la formazione nei seminari italiani prima del Concilio Vat. II) e “Mio Eroe” (la guerra contemporanea nelle voci di madri di militari caduti in Afghanistan).

Arsan proseguirà per tutto il 2021 alla Casa delle Storie di Via Beretti 24, nel quartiere Gattaglio di Reggio Emilia e, appena possibile, in presenza anche in altri luoghi pubblici della città. —

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