Fiumi di vino Dop nella Food Valley
Dal Lambrusco alla Spergola made in Reggio alla Malvasia e i Pinot parmensi senza dimenticare il Gutturnio piacentino
Se nella Bassa il flusso perpetuo è quello del leggendario Po, tra le colline di Parma, Piacenza e Reggio Emilia a scorrere sono fiumi di vino Dop. In un territorio relativamente contenuto ma ricchissimo di spunti enogastronomici come quello di Visit Emilia (www.visitemilia.com), non si contano le cantine che lavorano infaticabilmente su vitigni distinti per caratteristiche organolettiche e storiche ma capaci di tenere alta la bandiera dell’unicità di un angolo di Food Valley orgogliosamente impegnata a diffondere un gusto tipico.
REGGIO EMILIA
Non si può parlare di Reggio Emilia senza sentire nel palato il gusto di un vino deciso come il Lambrusco: rosso rubino frizzante dalla spuma vivace e dal profumo fragrante, fruttato e floreale, il Lambrusco Reggiano Dop racconta una storia contadina che evoca sudore tra le vigne e consumo riservato alla famiglia, segreto custodito e passione emiliana capace di produrre varietà di Lambrusco come Salamino, Maestri, Oliva, Sorbara, Marani, Grasparossa e Montericco. Uniti al Lambrusco dalla forza contentiva e dal piacere del tappo da spumante, il Marzemino, la Malvasia e la Spergola, sono i tre bianchi dei Colli di Scandiano e Canossa Dop: se il primo è stato adottato dai reggiani dopo un viaggio da Venezia, passando per il Trentino, scendendo nella pianura padana, il secondo grazie al nome Malvasia di Candia riporta alla mente lussureggianti scenari. La Spergola ha infine una storia di resistenza all’oblio che la dice lunga sul carattere di un’uva a bacca bianca perfetta per sofisticate vinificazioni.
Parma
Bisogna tornare all’epoca napoleonica per individuare l’origine della vocazione vitivinicola dell’area collinare tra i torrenti Enza e Stirone, dove i funzionari della corte di Maria Luigia innestarono i vitigni da cui tutto è cominciato: a un’altitudine compresa tra i 200 e gli 800 metri, i terreni si dimostrarono adatti a inaugurare una produzione che oggi ha tra i propri simboli i comuni di Langhirano, Felino e Sala Baganza. Nella denominazione Colli di Parma Dop è compresa un’ampia varietà di vitigni, come il Malvasia di Candia aromatica, il Sauvignon blanc, la Barbera e la Bonarda avvicendata con la Croatina ai quali si sono aggiunti nel corso del tempo ulteriori vitigni capaci di ambientarsi perfettamente. In questa particolare fascia oriunda, rientrano Pinot nero, Pinot bianco, Pinot grigio, Chardonnay, Merlot, Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon e del Lambrusco (varietà Maestri). Da questi vitigni derivano i vini Dop Colli di Parma. I rossi: Bonarda (da secco a dolce), i vini fermi Rosso, Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon e il Lambrusco frizzante (con almeno l’85% di varietà Lambrusco Maestri). I bianchi: Malvasia (secco o dolce, fermo, frizzante e spumante), i vini secchi nelle tipologie fermo, frizzante e spumante Pinot Bianco, Sauvignon e Chardonnay e infine, il Pinot grigio.
Piacenza
Svariate fonti letterarie riportano indizi della presenza di vitigni sul territorio dei colli piacentini già in epoca etrusca e romana. Un’esperienza così radicata ha dato vita a un’area vitivinicola estremamente rinomata ed estesa per 5.000 ettari di terreno tra i 150 e i 450 metri. I vini prodotti in Val Tidone, in Val D’Arda, in Val Trebbia e in Val Nure sono 16 Doc, raggruppabili in 3 Dop principali: Ortrugo, Gutturnio e Colli Piacentini. Quest’ultima denominazione, “Colli Piacentini” fa capo ai vini bianchi come Malvasia, Monterosso Val d’Arda, Trebbianino Val Trebbia, Valnure, Sauvignon, Chardonnay, Pinot Grigio, Vin Santo e Vin Santo di Vigoleno; e ai vini rossi: Barbera, Bonarda, Novello, Pinot Nero, Cabernet Sauvignon. Rossi o bianchi, frizzanti, fermi o da meditazione: il ricco paniere dei vini piacentini Doc si presta a innumerevoli abbinamenti. Un quarto della produzione dell’area è dedicata al Gutturnio Dop, rosso ottenuto da un mix di uve Barbera e Bonarda che incidono sull’identità di un vino caratterizzato da colore intenso e gusto secco. Sono sentori di agrumi, frutta, fiori, note erbacee, miele e speziei a costituire il corredo aromatico della varietà Malvasia di Candia, che dà vita al Colli Piacentini Dop Malvasia. Tra i simboli della tenacia di questi luoghi, va ricordato l’Ortrugo-Colli Piacentini Dop, figlio dell’omonimo vitigno autoctono. —
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