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Quarant’anni di musica e amori nella raccolta di Cavalli Cocchi

Adriano Arati
Quarant’anni di musica e amori nella raccolta di Cavalli Cocchi

È uscita da pochi giorni la nuova corposa narrazione “Il Respiro del tamburo”. Illustrazioni, copertine e bozze selezionate dal famoso disegnatore e musicista

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REGGIO EMILIA. Quarant’anni di musica e di arte raccontati e re-interpretati, fra disegni e aneddoti gustosissimi. Da pochi giorni è uscito “Il Respiro del tamburo”, nuovo corposo libro firmato da Gigi Cavalli, musicista, grafico e disegnatore reggiano.

Una raccolta di illustrazioni, copertine, bozze dedicate ai grandi amori di Cavalli Cocchi, titolare di decine di progetti musicali e noto a livello nazionale come batterista dei primi dischi di Luciano Ligabue, assieme ai suoi compagni di band dei Clan Destino, che nel corso degli anni hanno poi spesso riaffiancato Ligabue dal vivo, per riproporre i brani della prima parte della sua carriera, e poi dell’ultima fase della parabola dei Csi, il gruppo nato dalle ceneri dei Cccp di Giovanni Lindo Ferretti e Massimo Zamboni.

Prima e dopo, tantissime collaborazioni, come session man così come riferimento. Da citare, nel nuovo millennio, il folk-rock appenninico de Lassociazione e il recupero di suoni e storie medievali dei Matelda con la cantante Marina Ligabue. “Il Respiro del tamburo”, pubblicato dalla casa editrice Anniversary Books, era disponibile in anteprima da alcune settimane con una serie di bonus.

Ora è arrivato il varo ufficiale. Ad aprire il lavoro, una prefazione del critico Riccardo Bertoncelli, una delle firme più note del giornalismo musicale italiano da mezzo secolo, il bersaglio della celebra invettiva de “L’avvelenata” di Francesco Guccini. È proprio Bertoncelli a far notare, con la consueta ironia, i mille mondi in cui salta Cavalli Cocchi.

Dal prog al rock più classico ai figli del punk e delle sperimentazioni: «Dopo anni di ricerca, credo di aver trovato il campione mondiale di una disciplina che chiamerò “divagazione creativa”. Gigi Cavalli Cocchi, e questo libro ne è la prova», sottolinea. All’interno, il musicista e disegnatore «racconta i punti di contatto tra Luciano Ligabue e Giovanni Lindo Ferretti, le affinità tra i Genesis e i Cccp fedeli alla linea e la relazione tra il punk e il progressive rock.

Lo fa con uno stile unico in cui mette insieme i suoi due grandi talenti: quello per l’illustrazione e la grafica e quello per la musica che gli ha permesso, con il respiro della sua batteria, di attraversare oltre 40 anni di storia del rock in Italia», si sottolinea nella prefazione.

Uno zibaldone di spunti, aneddoti e suoni: «Gli episodi e le emozioni, i tanti momenti meno noti o particolarmente intimi, sono raccolti come i tasselli di un mosaico. La narrazione svela ciò che accade dove l’occhio dello spettatore non arriva. Ci sono ricordi, memorabilia, fotografie e disegni, spesso nati in tour o in studio di registrazione, che hanno costellato tutti questi anni. È la cronaca di un amore, quello per la musica, che vuole essere anche la testimonianza di come credere fortemente in qualcosa ti possa cambiare la vita».

Per gli appassionati del genere, e a far risaltare le due anime di Cavalli Cocchi, vi sono anche gli omaggi extra che il batterista aveva predisposto per l’edizione in anteprima digitale. L’elenco comprende i “segnalini” per un gioco a sorpresa realizzato appositamente e una confezione in formato di un vinile a 33 giri, 31 centimetri per 31.

All’interno della copertina, le riproduzioni numerate e firmate dall’autore di tre illustrazioni originali pensate per le copertine di due dischi di Ligabue, “Lambrusco, coltelli, rose & Pop corn” del 1992 e “Sopravvissuti e sopravviventi” del 1993.

E per “Lycanthrope” dei Mangala Vallis, il progetto del batterista dedicato al progressive rock, suo primo grande amore negli anni ’70, gli anni dei concerti dei colossi britannici del prog a Reggio, fra Genesis e Gentle Giant. —

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