Il reggiano Belpoliti ospite della Luc con il suo romanzo sulla Pianura Padana
Lo scrittore e e saggista in diretta streaming oggi alle 17.30 Tra le pagine un personaggio dentro l’altro, da Ghirri a Celati
Giulia Bassi
REGGIO EMILIA. Le riflessioni e i pensieri sono ampi e dotati di un vistoso senso di moto per andare da una parte all’altra della Pianura Padana, in tutta libertà, in modo bizzarro senza curarsi delle differenze temporali: tutto è sullo stesso piano, quindi comprensibile e avvincente: dalla storia romana all’oggi, giusto ogni paragrafo porta l’indicazione di una stagione dell’anno. O meglio tutto, nel libro “La Pianura è un mondo” - edito da Einaudi 2021 - di Marco Belpoliti, è sostenuto dallo stesso tipo di curiosità. Per la precisione lo spazio - inteso come territorio preso in considerazione - è più ampio quello dalla nostra parte al di qua del Po, in ogni caso non mancano sconfinamenti al di là, nel Mantovano, per comprendere anche la Brianza, Milano e dintorni dove Belpoliti ora vive.
Lo scrittore e saggista reggiano docente all'Università di Bergamo, oggi sarà ospite della Liberà Università del Crostolo, dove nel pomeriggio alle 17.30 in diretta streaming presenterà il suo ultimo libro (per collegarsi occorre andare sul sito della Luc). L’incontro avverrà in forma di dialogo con Davide Papotti.
La domanda da cui parte: che cos’è una pianura? Che cos’è, in particolare, la pianura italiana per eccellenza, quella Padana? È un territorio, uno spazio geografico, certo. Quindi per prima cosa ne disegna la mappa (utilissima per abbina luoghi e personaggi) che è il primo dei numerosi schizzi - sempre dell’autore - a far da contrappunto al testo che si snoda in forma di riflessione, o diario in modo ampio sovrapponendo diversi piani mettendo in dialogo arti, costume, società. Lo caratterizza una scrittura asciutta ma decisamente evocativa, capace di mettere un personaggio dentro l’altro: ad esempio il fotografo Luigi Ghirri di cui tratta ampiamente, ma a un certo punto vien fuori lo scrittore Gianni Calati, Giuliano Della Casa e poi il critico d’arte John Berger. A legarli è l’amicizia tra loro e con lo stesso autore che diviene una condivisione di pensieri e riflessioni, nello stile delle corrispondenze poetiche che si presentano con prorompente evidenza. A volte le sue esperienze di studente universitario con alcuni professori si fondono con le riflessioni portate avanti con gli stessi in altri contesti e in epoca diversa: stupenda è la descrizione di Piero Camporesi, praticamente il maggior studioso italiano dei rapporti tra letterature, miti popolari e alimentazione.
Sono le persone che vengono raccontate ma anche alcuni monumenti come il Duomo di Modena che è descritto mirabilmente. Per quanto riguarda ReggioEmilia si sofferma sulla forma a mandorla, meglio “a losanga” della sua pianta e tra i personaggi hanno spazio Pier Vittorio Tondelli, Giovanni Lindo Ferretti con i Cccp e Silvio D’Arzo. Infinite le curiosità: una per tutte la storia del miniatore Opicino de Canistris, nato a Pavia intorno alla fine del 1200, autore di disegni dalla grande bellezza ed enigmaticità: «Soprattutto un visionario – scrive nel libro – uno di quelli che una volta conosciuti non dimentichi. Come l’ho incontrato? Deve essere stato nel 1978 o 1979, quando ho scoperto nella libreria Sironi (la mitica Sironi & Davoli) una copia del libro di Ernst Kris dedicato alle ricerche psicanalitiche sull’arte, uno di quei libri che colpiscono la fantasia. E c’era anche un capitolo dedicato a Opicino de Canistris. Un artista psicotico nel medioevo...».
Colpisce la cura del dettaglio anche se senza enfasi: a questo proposito non si può non notare in copertina la foto di Ghirri “Roncocesi, edicola con nebbia 1992” che fa parte dell’ultimo rullino di foto,«poco prima che il suo cuore si fermasse il 14 febbraio. In quelle immagine ci sono alcune delle sue fotografie più misteriose». —
© RIPRODUZIONE RISERVATAÈ
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
