Gazzetta di Reggio

Lirica 

“Pellés et Mélisande” di Debussy dal Regio su Rai 5 e Raiplay

L’opera realizzata  in coproduzione con i teatri di Piacenza e di Modena va in onda stasera alle 21.15 nella Giornata della Terra

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PARMA. Tra le più riuscite produzioni liriche prodotte in questi mesi dai nostri teatri emerge senza dubbio per la profonda suggestione visiva, la pregnanza della musica e la qualità complessiva dell’allestimento, “Pellés et Mélisande” di Claude Debussy realizzato dal Teatro Regio di Parma che verrà trasmesso da Rai 5 e Raiplay stasera alle ore 21.15, in concomitanza con la Giornata mondiale della Terra; una produzione televisiva realizzata da Rai Cultura con la regia televisiva di Barbara Napolitano.

A firmare la regia (scene e costumi) il team franco-canadese Barbe & Doucet con le luci di Guy Simard che collocano l’opera tratta dal dramma di Maeterlinck in una dimensione irreale, fiabesca ma inquietante. I protagonisti si muovono come se fossero sospesi in un altro mondo, incantato e terribile al tempo stesso. Pur tratteggiato da spazi squadrati, geometrici, la natura incombe nel regno di Allemonde con i suoi elementi ben in evidenza, come i lunghi capelli di Mélisande che divengono anche radici di un albero posto al centro delle scena ma sospeso, mentre in basso l’acqua scorre. Mélisande, trovata da Golaud vicino ad un ruscello, è infatti creatura d’acqua e all’acqua tornerà nel poetico finale, non riuscendo mai completamente ad integrarsi in quella realtà. Se all’inizio il suo approccio con gli altri abitanti di questo mondo appare ingenuo (ed è così che inizia anche il suo rapporto con Pelléas, al punto che Golaud al termine della scena della torre li ammonisce con la frase “Vous êtes des enfants”); lei si trasforma diventando sempre più malinconica sino a lasciarsi morire.

Oltre l’apparenza dell’allegoria simbolista che allude all’Isola dei morti di Böeklin la storia “vera” è un dramma i cui toni sono gelosia ed incomunicabilità, temi che tanti cari anche alla letteratura nordica.

Assolutamente pregevole e in sintonia con la parte visiva è la qualità della musica eseguita dall’Orchestra dell’Emilia Romagna Arturo Toscanini diretta da Marco Angius che si distingue per la lettura asciutta ma profonda senza abbandoni e volta a catturare della mirabile partitura gli aspetti che guardano al ‘900. L’opera, è stata realizzata in coproduzione con Fondazione Teatri di Piacenza e Fondazione Teatro Comunale di Modena ed è stata registrata al Teatro Regio di Parma in occasione del suo debutto lo scorso 28 marzo 2021. Interpreti Monica Bacelli (Mélisande), Phillip Addis (Pelléas), Michael Bachtadze (Golaud), Vincent Le Texier (Arkël), Enkelejda Shkoza (Geneviève), Silvia Frigato (Yniold), Andrea Pellegrini (Pastore, Medico) e il Coro del Teatro Regio di Parma, preparato da Martino Faggiani. —

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