“Il fantastico mondo di Amélie” ritorna resturato al Rosebud
REGGIO EMILIA. Grazie al ritrovamento di una scatoletta nel giorno della morte di Lady D, Amélie Poulaine, cameriera in un bar-tabacchi di Montmartre, si convince di avere una missione: ritoccare il destino degli altri affinché siano più felici, punendo chi sfrutta i deboli e gli indifesi.
E trova anche un uomo da amare. I numeri de “Il favoloso mondo di Amélie”: 8 milioni di spettatori in Francia, 20 milioni di dollari negli Stati Uniti, 8 milioni di euro in Italia per una commedia fiabesca più complessa e meno zuccherosa di quel che sembra.
Nel passare dal dark al pink (ma i risvolti critici e politici non mancano), Jean-Pierre Jeunet (regista, sceneggiatore e produttore cinematografico francese) infatti usa tecnologia ed effetti speciali per scopi poetici, non soltanto strumentali e spettacolari.
Lo fa, come ha scritto Matteo Bittanti (Cineforum n. 412), con un polifonico processo di ri-mediazione: cinema d'animazione; pittura e graphic design; fotografia (di Bruno Delbonnel) e riflessione sul medium fotografico; letteratura (la poesia "piccola" di J. Prévert, specialmente); estetica del videogioco e dei videoclip pubblicitari e la cinefilia, dalle origini del muto al digitale.
Parigi, infine: quella magica del primo Novecento, di Clair-Renoir-Carné e di Tati-Malle-Varda, del fotografo Doisneau.
Immaginaria, fantastica, nostalgica ma, nonostante tutto, ancora esistente per chi sa scoprirla: «È un film contro la società pensata e voluta dalla televisione... In fondo Amelie è Alice nel paese di Tati" (M. Nicolao).
Il capolavoro “Il favoloso mondo di Amélie” ritorna ora sul grande schermo restaurato questa sera (a partire dalle 19.30) al cinema Rosebud. —
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