La storia dei fratelli Cervi raccontata in una mostra che attraversa la provincia
POVIGLIO. La storia della famiglia Cervi è al centro della mostra itinerante “Dopo un racconto ne viene un altro” che è stata inaugurata ieri mattina in piazza Umberto I a Poviglio.
Al taglio del nastro hanno partecipato la sindaca Cristina Ferraroni, il vicesindaco Giovanni Allodi, la presidente dell’Istituto Cervi e vicepresidente dell’Anpi nazionale Albertina Soliani e il presidente onorario dell’Anpi di Poviglio Sidraco Codeluppi.
Organizzata in quattro sezioni, la mostra ripercorre le tappe fondamentali della storia della famiglia Cervi: l’arrivo ai Campirossi di Gattatico e la meccanizzazione coraggiosa delle campagne; la scelta dell’antifascismo e della Resistenza; il dopoguerra e lo sviluppo nella loro casa di un Museo di storia nel quale la lotta dei sette fratelli Cervi, fucilati insieme a Quarto Camurri dai fascisti come rappresaglia, diventa patrimonio collettivo, primo seme di una presa di coscienza che riguarderà poi tante altre donne e uomini.
Per l’eccezionale tributo di sangue versato in nome dei più nobili ideali di libertà, democrazia e fratellanza, la famiglia Cervi divenne simbolo della Resistenza antifascista, non solo in terra reggiana ma sull’intero territorio nazionale.
Si tratta di un allestimento itinerante che, dopo essere stato inaugurato nelle scorse settimane a Gattatico – luogo al quale la famiglia Cervi ha legato la propria storia – è destinato ad essere ospitato in vari comuni della provincia, per sottolineare l’intenzione dell’Istituto Cervi di aprirsi al territorio e, al contempo, ovviare alla fase di ristrutturazione del museo in corso in queste settimane. —
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