Gazzetta di Reggio

Concorso internazionale 

Il Trio di Parma e Carbonare inaugurano il Premio Borciani

Giulia Bassi
Il Trio di Parma e Carbonare inaugurano il Premio Borciani

L’ensemble insieme al prestigioso clarinettista stasera ai Chiostri di San Pietro. In programma la suggestiva “Quatuor pour la fin du temps” di Olivier Messiaen  

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REGGIO EMILIA. Con due realtà italiane di grande prestigio internazionale s’inaugura questa sera, sabato 5 giugno, la XII edizione del Concorso Internazionale per Quartetto d'Archi “Premio Paolo Borciani” ai Chiostri di San Pietro (ore 20) con il Trio di Parma e Alessandro Carbonare al clarinetto.

In programma un’unica composizione rappresentativa di un’epoca e di alto valore simbolico ed evocativo: Quatuor pour la fin du temps che Olivier Messiaen scrisse in campo di concentramento. Egli nel 1939, quando la Francia entrò in guerra, fu chiamato alle armi e pochi mesi dopo, nel maggio del '40, durante un'offensiva tedesca venne catturato dal nemico. Insieme ad altri prigionieri fu trasferito nel campo di concentramento al confine sud-ovest della Polonia, dove rimase per un anno.

L'ufficiale responsabile era un appassionato di musica e, venuto a sapere delle competenze di Messiaen (come di altri tre prigionieri musicisti), lasciò lavorare il compositore in vista di un concerto al campo.

Messiaen scrisse per i musicisti conosciuti durante la prigionia (un violoncellista, un violinista e un clarinettista) dapprima un breve trio (confluito successivamente nell'opera come quarto movimento) e poi, con l'aggiunta di un pianoforte (suonato da Messiaen stesso), realizzò il Quartetto.

Il Quatuor pour la fin du temps fu portato a termine agli inizi del nuovo anno ed eseguito il 15 gennaio del '41, in un edificio del campo che veniva usato come auditorium, di fronte ai prigionieri.

I nazisti permisero a Pasquier di acquistare un violoncello da un liutaio di Görlitz grazie a una colletta tra i prigionieri e il pianoforte su cui suonò Messiaen era talmente vecchio e malmesso che ogni tanto i tasti, una volta premuti, restavano abbassati.

I protagonisti dell’esecuzione più volte ascoltati ritornano a Reggio con grande piacere.

Il Trio di Parma formato da Ivan Rabaglia (violino), Alberto Miodini (pianoforte) e Enrico Bronzi violoncello) si è costituito nel 1990 nella classe di musica da camera di Pierpaolo Maurizzi al Conservatorio “Boito” di Parma. Successivamente il Trio ha approfondito la sua formazione musicale con il leggendario Trio di Trieste presso la Scuola di Musica di Fiesole e l’Accademia Chigiana di Siena. Nel 2000 è stato scelto per partecipare all’Isaac Stern Chamber Music Workshop presso la Carnegie Hall di New York.

Interprete al clarinetto è Alessandro Carbonare, primo clarinetto dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia dal 2003. In passato ha vissuto a Parigi, dove per 15 anni ha occupato il posto di primo clarinetto solista all’Orchestre National de France. Sempre nel ruolo di primo clarinetto, ha avuto importanti collaborazioni anche con i Berliner Philarmoniker, la Chicago Symphony e la Filarmonica di New York. Su personale invito di Claudio Abbado, ha accettato il ruolo di primo clarinetto nell’Orchestra del Festival di Lucerna e nell’Orchestra Mozart con cui ha registrato, diretto da Abbado, per Deutsche Grammophon il Concerto K622. —

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