Gazzetta di Reggio

Teatro Ariosto 

Tutù bianchi per il Lago dei cigni e il Nuovo Balletto Classico

Giulia Bassi
Tutù bianchi per il Lago dei cigni e il Nuovo Balletto Classico

Questa sera (ore 21.30) protagoniste le giovani e talentuose allieve della scuola Liliana Cosi: «Chi ha continuato nonostante la pandemia è davvero da premiare» 

3 MINUTI DI LETTURA





Giulia Bassi

REGGIO EMILIA. Scommessa? Sfida? Forse tutte e due per il Nuovo Balletto Classico che a tempo di record, da quando è stato possibile causa le restrizioni, ha messo insieme non un saggio ma uno spettacolo con tutte le allieve della scuola. Ce lo raccontano con orgoglio Elena Casolari e Rezart Stafa, i due docenti già danzatori che insieme a Nicoletta Stefanescu e Dorian Grori, con entusiasmo e un’infinita passione, da cinque anni portano avanti la scuola fondata nel 1978 da Marinel Stefanescu e Liliana Cosi. Lo spettacolo “Čajkovskij - Studio 2021” che si tiene questa sera (ore 21) al Teatro Ariosto comprende tre pièce: il secondo atto de “Il Lago dei cigni”, estratti da” La bella addormentata” e “Sei cigni” coreografia di Hector Budlla che, sulle note della Settima Sinfonia di Beethoven, ha creato una coreografia ispirata da una fiaba dei Fratelli Grimm. Proprio per l’importanza delle composizioni, è uno spettacolo che vedrà la luce come un sogno divenuto realtà. «Avevamo cominciato a febbraio del 2020 a prepararlo, poi è arrivata la chiusura – dice Elena Casolari –. Quando è stato possibile riprendere, è scattata la gara contro il tempo. Devo dire che l’impegno delle nostre ragazze, la loro costanza sono stato determinanti».

Mentre si stanno svolgendo le ultime prove nella loro sede di Mancasale, hanno a che fare con i cambi dei costumi: parliamo dei bellissimi tutù (realizzati da loro) rigorosamente bianchi per il Lago dei cigni e multicolori per La Bella Addormentata: così è la tradizione, poiché i tutù di coloro che interpretano le simpatiche fate dai nomi evocativi e le pietre preziose (che sono dei personaggi) devono essere variopinte.

Poter assistere alle prove è un’esperienza quanto mai significativa: osservare da vicino con quanta dedizione le bambine e le ragazze (i ragazzi sono pochissimi... giusto i due principi per altro perfetti) che concentratissime affrontano una disciplina così rigorosa, poi la gioia nell’indossare quei magici costumi. Mettono tutte loro stesse per poter arrivare e l’impegno che si riscontra è pari all’emozione che provano al pensiero si salire sulpalcoscenico di un teatro. Danzano con immensa dedizione mentre a bordo pista Rezart Stafa e Liliana Cosi fanno le loro osservazioni per ottenere la perfezione tecnica.

Finita una pièce, subito cambio costumi mentre la sarta nell’altra stanza rifinisce, corregge, attacca lustrini. Tutti in silenzio, tutti appassionati. «Anche se la musica è di uno stesso autore, i modi di danzare sono diversi – spiega Stafa –. Scegliamo questi capolavori perché le allieve si devono responsabilizzare: la nostra scuola deve creare professioniste. Volevamo dare anche un segnale forte dato il momento difficile, incerto. «Togliere la possibilità d’allenarsi in tutti questi mesi – ci dice Liliana Cosi dolce e autorevole – è stato deleterio. Qualche ragazza ha smesso... quelle che hanno continuato sono veramente da premiare». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google