L’amore “postmoderno” raccontato da Castellari al Piccolo Teatro in Piazza
Sant’Ilario. Domani sera (ore 21) al Piccolo Teatro in Piazza va in scena il Teatro l’Attesa con “Ci sono tanti modi per dirlo”, testo e regia Daniele Castellari con Daniele Castellari e Luca Giovanni Luppi. È uno scherzo, un divertissement su un tema serio, anzi serissimo: l'amore nell'epoca postmoderna. Per farla più semplice: quale spazio ha il linguaggio romantico oggi? Per dirla più correttamente: è un pretesto per leggere testi emozionanti. Per dirla come andava detta fin dall’inizio: si tratta di una narrazione teatrale a due voci sull’innamoramento causato dalla lettura e sull’innamoramento per la lettura. Umberto Saba, non l'ultimo arrivato in fatto di poesia, diceva che la rima “fiore/amore” era la più difficile. Oggi ancora di più, giacché i “t’amo, I love you, je t'aime, …” si sprecano in spot, chat, sms. Perciò Castellari e Luppi intessono anche una narrazione umoristica raccontando di Orfeo Balestrazzi e Dalida, due giovani che s’innamorano nella Biblioteca Panizzi di Reggio Emilia - lei studentessa liceale e lui pescatore “a mosca”, entrambi in ricerca della parola “l’amo” - e si sentono, seppure in leggero ritardo sul romanticismo, di essere i nuovi Abelardo ed Eloisa. Il pubblico è coinvolto, fin dall'inizio del recital, quando è invitato a un sondaggio sul “colpo di fulmine” o sulla necessità di sognare in amore e viene ricompensato con scherzosa ironia da Baci Perugina. Colonna sonora molto importante, da Daniele Silvestri ai Portishead. Quanto ai testi, si va da Benni a Neruda, da Buzzati a Blixen. Ingresso libero fino ad esaurimento posti con obbligo di prenotazione al 328/6019875. —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google