Tosca in concerto nel cortile della Rocca dei Boiardo
Prima dell’esibizione dal vivo verrà proiettato il documentario “Il suono della voce” il cui titolo si ispira a un brano di Ivano Fossati: «Un amico»
SCANDIANO. Il racconto di un viaggio speciale seguendo le tracce della voce, primo strumento musicale umano. Questa sera Tosca, cantante, attrice e narratrice, è pronta a ripercorrere le sue esperienze internazionali davanti al pubblico di Scandiano in una delle primissime tappe locali dell’edizione 2021 del Festival Mundus.
Alle 21.30 nel cortile della Rocca dei Boiardo è in programma la proiezione del documentario “Il suono della voce”, seguita da una conversazione dell’artista con l’assessore scandianese alla cultura Matteo Caffettani, un dialogo animato dall’esibizione dal vivo della cantante affiancata da Giovanna Famulari (al pianoforte e violoncello) e Massimo De Lorenzi (chitarre), il duo con cui collabora da oltre dieci anni per numerosi progetti.
Al centro, l’esperienza che nel 2018 ha portato Tosca in mezzo mondo, partendo dall’Algeria e dalla Tunisia e approdando nel luglio di quell’anno in Brasile, Francia e Portogallo, fra festival e concerti. Esperienza racchiusa nel documentario che verrà proiettato questa sera. «Quel viaggio era un’occasione speciale – spiega Tosca – e proprio per questo ho pensato di farmi accompagnare da un operatore in tutte le varie tappe. L’obiettivo non era un documentario, volevo solo tenerne traccia per mio uso privato, come memoria».
E poi?
«Poi ho realizzato di quanto stesse diventando bella questa esperienza, quegli incontri con tanti artisti, le scoperte di musica nuova che non conoscevo, e siamo arrivati al documentario curato da Emanuela Giordano, presentato su Rai il 27 dicembre 2019 e da allora in tanti festival».
Il titolo arriva da una canzone che Ivano Fossati ha scritto per lei. Un privilegio non da poco.
«Io sono una fossatiana da sempre, mi pregio di essere un’amica, Ivano è stato un esempio importante di coerenza, ci siamo sempre tenuti in contatto, anche da lontano, l’ho seguito in ogni passo e lui con me. Questa canzone per me ha segnato una svolta».
Perché una svolta?
«Perché anni fa volevo mettere insieme tutte le mie esperienze con lingue e culture diverse ma non sapevo che forma dare al progetto, se farlo in sezioni separate, in lingue diverse, se seguire un percorso unico. In quel periodo ho sentito Ivano e gli ho spiegato i miei dubbi e lui mi ha donato “Il suono della voce”».
Era la risposta?
«È una canzone che di per sé è un brano di amore, amore universale, ma poteva essere pure il tema centrale, l’idea di raccontare le mie esperienze con tanti artisti e tante culture seguendo appunto il suono della voce, sino ad arrivare al disco e poi al tour».
Il biglietto costa 10 euro, acquistabile in prevendita sul portale Vivaticket e sul posto in biglietteria. Per informazioni: 059-340221 e mundus@ater.emr.it. —
Adriano Arati
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