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la rassegna 

Negli Orti del Gerra torna la poesia con “Vola alta parola”

Giulia Bassi
Negli Orti del Gerra torna la poesia con “Vola alta parola”

La rassegna inizia questa sera con Stefano Simoncelli  e i suoi versi nati durante il lockdown  

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Giulia Bassi

REGGIO EMILIA. Riparte questa sera negli Orti di Santa Chiara dello Spazio Gerra la rassegna “Vola alta parola”, dedicata alla poesia. «Anche quest’anno, come nel passato, “Vola alta parola”, giunta alla sua ottava edizione, non potrà non parlare del tempo della precarietà; non che la poesia non abbia mai avuto sott’occhio questa connaturata categoria dell’uomo ma certamente, nel tempo pandemico, vi è stata nella coscienza collettiva una accelerazione psicologica di questo sentire della caducità, e il verso non poteva non registrare questa nuova repentina fibrillazione dello spirito», commenta il curatore Guido Monti. «Ancora una volta lo spazio poetico cerca di ricucire, come d’altronde gli altri spazi artistici, sulla tela provata della nostre esistenze, quel momento, che si andava sempre più sfilacciando, della relazione, della interlocuzione, dell’ascolto e introiezione della parola – prosegue – L’attimo quindi della condivisione creativa che spinge ognuno di noi ad allontanarsi dalle chiusure forzose, dal silenzio delle nostre stanze domestiche, è anche l’attimo di quel gesto estetico espresso dalla parola che ci stimola a riaprirci al mondo». La rassegna prevede quattro appuntamenti da oggi al 23 luglio (ore 21.30): stasera Stefano Simoncelli in dialogo con Roberto Galaverni; il 9 luglio Paolo Fabrizio Iacuzzi in dialogo con Guido Monti, e Alberto Bertoni in dialogo con Gino Ruozzi; il 16 Maria Luisa Vezzali in dialogo con Guido Monti, e Ildo Cigarini in dialogo con Lara Ferrari; il 23 Lia Rossi in dialogo con Annusca Campani, e Paolo Valesio in dialogo con Guido Mattia Gallerani.

Nato a Cesenatico, Stefano Simoncelli è stato uno dei redattori di “Sul Porto”, la rivista di letteratura e politica che catturò negli anni Settanta l’attenzione e la collaborazione di poeti come Pasolini, Bertolucci, Caproni, Sereni, Fortini, Raboni Orelli e Giudici. Nel 1981, con la raccolta “Via dei Platani” edita da Guanda con la presentazione di Raboni e postfazione di Fortini, ha vinto il Premio Internazionale Mondello Opera Prima. Questa sera presenterà il suo ultimo libro “Un barelliere del turno di notte”, pubblicato dalla casa Editrice peQuod. Accompagnato dai disegni di Roberto Pagnani è una raccolta di testi scritti nel periodo di quarantena ma privi dell’odore acre di chiusura. Per Simoncelli la parola è un demone, lo chiama con la voce degli affetti in una terra sfumata e fatta di dettagli, di visioni lucide a cui manca solo il non doversi più svegliare. —

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