I Clan Destino tornano insieme con un disco in memoria di Ghezzi
Lo stanno producendo negli studi di Luciano Ligabue seguiti dal figlio Lenny «E prima o poi arriva anche il concerto al Campovolo»
REGGIO EMILIA. Prove tecniche di album e di concerti al Campovolo. Da alcune settimane i Clan Destino, la storica formazione reggiana a fianco di Luciano Ligabue nei suoi esordi, si è ritrovata in studio per lavorare a un nuovo disco. Lo studio di produzione non è proprio uno qualunque, ma quello allestito dallo stesso Ligabue nella campagna correggese, usato dallo stesso cantante per buona parte delle componenti iniziali delle sue registrazioni. A fianco del gruppo, come produttore, c’è poi Lenny Ligabue, figlio di Luciano, che coi Clan Destino è letteralmente cresciuto.
La spinta per l’album è nata dalla scomparsa, nell’autunno scorso, di Luciano Ghezzi, lo storico bassista della formazione. Il lutto ha spinto gli altri componenti originari, Gigi Cavalli Cocchi, Max Cottafavi e Gianfranco Fornaciari, a ripartire assieme a Giovanni Marani e Mirko Consolini, prima per un singolo brano e ora per un disco. Il tutto in attesa di tornare sui palchi con i vecchi amici.
Da due anni Ligabue attende di esibirsi nella nuova arena del Campovolo e nel concerto, come ormai da tradizione, sarà affiancato dai vari gruppi con cui ha suonato. Coi Clan Destino, come in passato, affronterà i classicissimi dei primi passi, quelli del debutto con “Ligabue”, di “Lambrusco, Coltelli, Rose e Popcorn” e di “Sopravvissuti e sopravviventi”. Una sorta di greatest hits, per certi versi. A raccontare il percorso è lo stesso Liga, che dopo una visita in studio dai Clan Destino ha pubblicato una foto sui propri canali social. «I Clan Destino si sono rimessi insieme. Dopo la scomparsa di Ghezzi hanno sentito il bisogno di fare qualcosa in sua memoria scrivendo un pezzo e poi, da cosa nasce cosa, ci hanno preso gusto fino a buttare giù un intero album. Entusiasmo a mille, lo stanno realizzando nel mio studio (con Lenny che co-produce con loro) e si stanno divertendo un tot. Ogni tanto li raggiungo per una birretta. Non parliamo mai di Campovolo perché è troppo in là nel tempo ma prima o poi arriva. Ehhhh se arriva…», ha spiegato. —
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