Fotografia Europea si chiude a quota 5mila presenze in città
Cala il sipario su 23 mostre allestite in 7 sedi espositive e in 7 luoghi pubblici Obiettivo raggiunto stimolare la ripartenza della vita sociale e culturale
REGGIO EMILIA. Dopo un'edizione forzatamente annullata, Fotografia Europea, la principale kermesse italiana dedicata alla fotografia contemporanea, è riuscita nell'intento che si era preposta: stimolare la ripartenza della vita sociale nella città, riaccendere i riflettori sulla cultura visuale e sul ruolo delle immagini, riaprire finestre di dialogo per ripensare il mondo in cui viviamo, divenire, insomma, sinonimo di ripresa e risveglio culturale, dando a tutti la possibilità di ricominciare a sognare.
Hanno chiuso i battenti lo scorso 4 luglio le 23 mostre predisposte dalla Fondazione Palazzo Magnani e dal Comune di Reggio Emilia in 7 sedi espositive e 7 luoghi pubblici aperti, dopo aver ospitato, incuriosito e meravigliato oltre 15.000 visitatori. I risultati sono stati superiori alle incerte attese e, considerando che tutta la fase preparatoria si è svolta durante il lockdown della cultura, non era per nulla scontato. Il buon riscontro di pubblico e gli apprezzamenti pervenuti da giornalisti, visitatori ed addetti ai lavori, hanno ripagato il lavoro dell'organizzazione che si è confrontata con modalità di allestimento e fruizione in gran parte inedite, potenziando l'offerta digitale e confrontandosi con strade, piazze parchi per garantire l'accesso a diverse mostre anche in caso di chiusura delle sedi canoniche.
Sono stati 6.627 i biglietti venduti sia nelle biglietterie che on line, con oltre 15.000 presenze rilevate nelle sedi di Palazzo Magnani, Palazzo da Mosto e Chiostri di San Pietro, a cui si aggiungono i 5.412 visitatori della mostra allestita all'interno del rinnovato Palazzo dei Musei, i 3.327 dello Spazio Gerra, i 3.788 della Giovane Fotografia Italiana ai Chiostri di San Domenico e gli 880 della mostra sui tesori della Biblioteca Panizzi.
Durante i tre giorni di eventi dedicati alla fotografia, slittati quest'anno al 18-19 e 20 giugno per ragioni legate al Covid, sono state circa 1.500 le persone che, nonostante il caldo e le restrizioni, hanno partecipato ai talk, letture portfolio, convegni, conferenze, workshop, visite guidate, book fair e presentazioni di libri, mentre oltre 6.000 sono state le visualizzazioni degli stessi eventi trasmessi sulle piattaforme social.
Anche la proposta didattica e formativa è stata curata con particolare attenzione, ampliando i progetti e le visite guidate per i più piccoli e per le loro famiglie, con attività nuove e stimolanti, come le Opere al Telefono, ideata durante il primo lockdown e mantenuta anche dopo l’apertura grazie al successo riscontrato.
Quindi workshop, la quinta edizione di Diciottoventicinque e la nuovissima edizione di PhotographER, il nuovo progetto formativo per giovani fotografi, in cui esordienti hanno potuto entrare in contatto con artisti ed esperti del settore per apprendere nuove tecniche e conoscere da vicino il viaggio artistico e professionale che stanno per intraprendere. E ancora il romantico progetto “Aspirasogni” in cui sono stati raccolti i sogni di tanti visitatori di Fotografia Europea per costruire un grande archivio dei sognatori.
Ovviamente i lavori non si fermano con la chiusura del festival, anzi. La macchina organizzativa di Fotografia Europea è già al lavoro per preparare la nuova edizione e a brevissimo sarà comunicato il tema del 2022. —
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