Gazzetta di Reggio

Il “Punk da Balera” degli Extraliscio tra una festa-concerto e un documentario

Giulia Bassi
Il “Punk da Balera” degli Extraliscio tra una festa-concerto e un documentario

Il gruppo domani sarà sul palco allestito davanti al Valli e stasera agli Stalloni il film “a tema” di Elisabetta Sgarbi

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Giulia Bassi

REGGIO EMILIA. Un concerto che prima di tutto è una festa. Non può essere diversamente quando ci sono di mezzo i mitici Extraliscio quei vichinghi selvaggi che calzano scarpe nere lucidissime inventori del “Punk da balera” che si esibiscono per l’Estate dei Teatri domani sera (ore 21.30), sul grande palco di fronte al Teatro Valli. La bella storia che li contraddistingue nasce dall’incontro tra Mirco Mariani, polistrumentista e sperimentatore che ha suonato con Stefano Bollani, Paolo Fresu, Arto Linsday e Vinicio Capossela, e Moreno il Biondo, clarinettista e storico leader del liscio. A fare incontrare i due romagnoli è stata Riccarda Casadei, figlia di Secondo e da qui nasce l’idea di innestare sulle radici della musica folcloristica romagnola tradizionale, nuovi suoni e nuovi arrangiamenti fino a creare un cortocircuito tra mondi e tra generazioni. La serata realizzata in collaborazione con Arci sarà preceduta questa sera (ore 21.30) all’Arena Stalloni, dalla proiezione del documentario di Elisabetta Sgarbi “Extraliscio - Punk da balera”. Ne parliamo proprio con lei, editrice, regista ideatrice tra l’altro della Milanesiana, rassegna che fa dialogare le arti e che in queste settimane sta attraversando varie città d’Italia.

Elisabetta, come è avvenuto l’incontro con gli Extraliscio?

«È stato grazie a un grande scrittore reggiano, Ermanno Cavazzoni, il quale, invitato da me alla Milanesiana mi disse: “Vengo con gli Extraliscio. Li conosci?”. “No - risposi - ma va bene”. Li ho ascoltati una prima volta a Milano. Non avevo capito bene. Li ho reinvitati a Alessandria. E lì ho capito».

Cosa l’ha colpita?

«L’energia. La bravura sul palco. La conoscenza assoluta della musica. Mi sembrava un gruppo fuori da ogni regola commerciale, votato al piacere di fare musica».

Qual è il filo rosso racchiuso nel film “Extraliscio - Punk da balera”?

«Il mondo da cui provengono. Extraliscio sono Moreno il Biondo e Mauro Ferrara che sono i grandi rappresentanti della tradizione del liscio: il primo, clarinettista e sax, è stato caporchestra di Casadei per oltre dieci anni. Il secondo ha iniziato con l’orchestra Borghesi, per poi arrivare nell’orchestra di Raul Casadei. Questa storia andava raccontata. Ma poi c’è lo scarto, da quella tradizione: Mirco Mariani, l’Extra di Extraliscio. Un musicista e compositore straordinario, una voce calda e dolce, non da liscio. E viene da una tradizione opposta, jazz, free jazz».

In fondo al significato di Punk da balera cosa si trova?

«Libertà, generosità, energia del ballo, musica finché entra la luce dell’alba, come era scritto decenni fa nelle balere».

Anche in un altro suo docu-film incentrato su Luigi Ghirri lei mette al centro l’Emilia Romagna “Deserto rosa”. Che cos’ha di speciale per lei la nostra terra?

«Anzitutto è la mia, della mia famiglia, di mia mamma. Mio padre era orgoglioso di abitare a Ro Ferrarese. E ogni terra natale è speciale. Ma mi sono fatta l’idea che Ghirri e gli Extraliscio siano le due anime opposte e complementari dell’Emilia Romagna: la geometria e l’eccesso. Ed è interessante che Ermanno Cavazzoni sia stato vicino a Luigi Ghirri e mi abbia fatto incontrare gli Extraliscio». —

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