I Giardini di Mirò ripropongono la sonorizzazione del film “Il Fuoco”
La formazione di lungo corso della scena indie-rock italiana questa sera (ore 21.30) all’impianto idrovoro del Torrione
Gualtieri. Prosegue la rassegna dei concerti all’aperto organizzata dal teatro Sociale di Gualtieri: questa sera (ore 21.30) i Giardini di Mirò si esibiranno all’impianto idrovoro del Torrione. Formazione di lungo corso della scena indie-rock italiana molto conosciuta in zona, i Giardini di Mirò riproporranno un classico del loro repertorio, ovvero la sonorizzazione live de “Il Fuoco” di Giovanni Pastrone, film muto che uscì in Italia il 29 aprile 1916, dopo la prima visione spagnola del 7 aprile, a causa dei problemi di censura. Verrà inoltre presentato in prima assoluta un pezzo inedito, una suite di venti minuti, registrata durante il lockdown.
«Le prenotazioni sono già tantissime – fa sapere Davide Davoli, direttore organizzativo del progetto – ma c'è ancora spazio sull'argine del Crostolo, a fianco dell'impianto idrovoro del Torrione. Per questo appuntamento non verrà allestito ufficialmente il classico posto a sedere, come solitamente avviene. Sarà una situazione più informale delle altre. Pertanto invitiamo il pubblico a portare da casa un telo e un cuscino affinché ci si possa sedere o sdraiare direttamente sull'argine, fra l'erba. Avremo comunque un numero limitato di sedie per chi ne avesse necessità».
La storia ufficiale dei Giardini di Mirò inizia a metà anni Novanta da una collaborazione fra Corrado Nuccini e Giuseppe Camuncoli, oggi fumettista di fama internazionale, il primo album ufficiale Rise And fall of Academic Drifting è del 2001. La discografia della band è sterminata: oltre ai quattro album “ufficiali” (Rise And fall of Academic Drifting, Punk… Not Diet!, Dividing Opinions e Good Luck) ci sono Ep, remix e raccolte di inediti, oltre che a due pubblicazioni ispirate a sonorizzazioni. La prima è appunto “ll Fuoco” di Giovanni Pastrone, l’altra “Rapsodia Satanica” di Nino Oxilia. Il suono della band è influenzato da sonorità post rock che si evolvono verso le strutture della forma canzone filtrata attraverso il caleidoscopio psichedelico del gruppo.
Il film “Il Fuoco”, nonostante le difficoltà incontrate, divenne comunque un successo e consacrò Pina Menichelli come una diva italiana. Copie del film sono conservate alla Cinémathèque Royale a Bruxelles, alla Cineteca Nazionale a Roma, al Museum of Modern Art di New York, al Nederlands Filmmuseum ad Amsterdam e al Museo Nazionale del Cinema di Torino, dove sono anche tenute le didascalie originali, i nulla osta e gli appunti di produzione. Proprio il Museo del Cinema di Torino ha curato il restauro e collaborato con i Giardini di Mirò per scrivere una colonna sonora rock per il film. —
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