Arrivano il poeta Valesio e le “Esploratrici solitarie”
REGGIO EMILIA. Paolo Valesio conclude stasera (ore 21.30) allo Spazio Gerra “Vola alta parola”. Valesio è nato e si è formato a Bologna, presso la cui università si è laureato in Lettere e Filosofia, e dove ha lavorato al Vocabolario Zingarelli alla casa editrice Zanichelli. Si è poi trasferito negli Stati Uniti dovo ha studiato e insegnato all'Università di Harvard e alla New York University. Ottenuta la cattedra di letteratura italiana all'Università di Yale, dove è rimasto per molti anni, si è trasferito all'Università di Columbia a New York. Rientrato in Italia dal 2013 è presidente del Centro Studi Sara Valesio (dedicato alla memoria della figlia) a Bologna. Il suo libro più recente “Esploratrici solitarie” (2018) sarà oggetto dell’incontro in cui Valesio dialogherà con Guido Mattia Gallerani. È il testo che Valesio pone al centro della propria poetica: «Essa parte dal riconoscimento del fatto che nulla può essere adeguatamente espresso dal linguaggio umano nel suo uso normale. Le cose del mondo stanno lì, dure e spigolose, e il linguaggio ha una capacità molto limitata di (de)costruirle; in compenso, ha capacità pressoché illimitate di produrre fraintendimenti. Il linguaggio umano, insomma, sembra fatto per fraintendersi. La speranza che ci sostiene nella nostra vita quotidiana è che il fraintendersi divenga, a volte e in parte, un fra-intendersi: cioè, piuttosto che un “non intendersi” un “intendersi fra”. Accettare in partenza il fraintendimento in tutta la sua latitudine è la speranza migliore di attingere qualche volta il fra-intendimento, cioè di realizzare momenti di intesa reciproca». —
G.B.
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