“Nebula”, le sculture di Michelangelo Galliani in dialogo con affreschi e stucchi barocchi
L’artista di Montecchio espone una selezione di opere nelle sale settecentesche del Palazzo del Medico di Carrara
MONTECCHIO. Nelle sale settecentesche del Palazzo del Medico di Carrara, ricche di stucchi, affreschi e decorazioni marmoree, si è inaugurata ieri “Nebula”, esposizione personale dello scultore montecchiese Michelangelo Galliani. Promossa da Vôtre spazi contemporanei, con la collaborazione di Cris Contini Contemporary e Galleria Giovanni Bonelli, la mostra resterà aperta fino al 15 settembre.
Il percorso espositivo, che si snoda al piano nobile del palazzo, gioiello tardobarocco del Settecento carrarese, comprende una concisa selezione di opere, alcune delle quali inedite, che l’artista e Nicola Ricci, presidente dell’Associazione culturale Vôtre e titolare dell’omonimo spazio al Palazzo del Medico, hanno scelto di porre in dialogo con il luogo che le ospita.
Saranno esposti il trittico “Blu” (2012), composto da tre incisioni a bulino su piombo, due “Vanitas” (2021), rispettivamente in onice e marmo nero marquinia con tralci di vite in foglia d’oro e d’argento, e l’opera “Rebvs vitae” (2018), recentemente presentata alla Basilica di San Celso a Milano. All’interno dell’alcova, trionfo di marmi bianchi e policromi, sarà installato il polittico “Nebula” (2021), che dà il titolo alla mostra. Un’opera in marmo statuario di Carrara, lavorato come se fosse un foglio di carta, che nasce dalla fotografia di una nebulosa catturata dal telescopio spaziale Hubble.
«Frequento da sempre Carrara e i suoi marmi – spiega Michelangelo Galliani – le sue maestranze e il loro duro lavoro. Le sue cave sono state fin dall’inizio un amore viscerale. Ho lottato da sempre con un materiale tanto ostile quanto dolce e meraviglioso. Le opere selezionate per la mostra si insinuano in uno spazio barocco e carico di storia, di fronzoli e di colori. Lavori nati dalle ceneri di questo importante passato per dialogare con il presente sotto forme nuove».
Michelangelo Galliani è nato nel 1975 a Montecchio. Inizia a lavorare come scultore molto giovane. Frequenta prima l’Istituto d’Arte Paolo Toschi di Parma con indirizzo Scenotecnica, si specializza all’Istituto per l'Arte e il Restauro di Palazzo Spinelli a Firenze e si diploma all’Accademia di Belle Arti di Carrara con indirizzo Scultura. Dal 1996, ha preso parte a numerose esposizioni in Italia e all’estero. Tra le recenti mostre si segnalano: “Le Latitudini dell’Arte” (Ungheria e Italia, Vigadò Galéria, Budapest, 2017), “Wondertime” (Gam, Catania, 2018), “Skulptur, trifft Figur” (Einladung, Austria, 2018), “Sensitive Surfaces” (Cris Contini Contemporary, Londra, 2019), “Ad integrum. 4 opere di Michelangelo Galliani alla Basilica di San Celso” (Basilica di San Celso, Milano, 2020). Ha partecipato, inoltre, al progetto “Art&Design”, promosso da Andrea Castrignano in occasione di “Milano Design City 2020”. Nel 2021 si segnalano le seguenti mostre: “In fragmenta” (Cris Contini Contemporary, Porto Montenegro, fino al 15 ottobre 2021), “Nebula” (Vôtre spazi contemporanei, Carrara, 24 luglio – 15 settembre 2021), “Vertigo” (Museo Casa Natale di Michelangelo Buonarroti, Caprese Michelangelo, Arezzo, 22 agosto – 26 settembre 2021). È stato insignito del “Franco Cuomo International Award per l’Arte” con cerimonia di premiazione nella Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani a Roma. Attualmente, oltre al suo lavoro di scultore, è titolare della cattedra di “Tecniche del Marmo e delle Pietre dure” all’Accademia di Belle Arti di Urbino. Lavora con la galleria Cris Contini Contemporary, sedi a Londra e Porto Montenegro. —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
