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Aperitivi e cene negli agriturismi e i reggiani fuggono dalla città

Aperitivi e cene negli agriturismi e i reggiani fuggono dalla città

Il fenomeno è esploso quest’anno, dopo il lockdown, ed è destinato a durare Cervi (Cia): «Il Covid ha accelerato la ricerca di benessere immersi nella natura» 

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REGGIO EMILIA. «È un fenomeno iniziato da alcuni anni ma che quest’anno ha avuto una vera e propria esplosione sull’intero territorio – afferma Antenore Cervi, presidente Cia Reggio –. Dalla Bassa all’Appennino, dalla zona ceramiche alla Val d’Enza: sono decine gli agriturismi che hanno iniziato a offrire questo nuovo servizio. E, per farlo al meglio, si sono strutturati per cercare di accontentare tutte le richieste. Oltre ai classici taglieri di salumi nostrani e primi del territorio, nei menù ci sono varie tipi di offerte: pic-nic con cesti o aperitivi d'atmosfera, portate realizzate solo con cibi biologici, a chilometro zero, per vegetariani o vegani, “filoni esperienziali di degustazione”. Penso, ad esempio, al Parmigiano Reggiano di varie stagionature accompagnato da marmellate, miele, aceto balsamico. Naturalmente tutti i cibi possono essere gustati bevendo lambrusco e altri vini locali, magari gli stessi prodotti direttamente dall’azienda agricola».

A questi aperitivi - che molto spesso diventano apericene, se non cene vere e proprie - partecipano centinaia di giovani, provenienti anche dalle vicine province: il turismo enogastronomico è un volano eccezionale per il nostro territorio. Giovani, dicevamo: ma non solo. Sono infatti tantissime le famiglie che si avvicinano a questi eventi e colgono l’occasione per godersi la grande qualità dei prodotti e al contempo far giocare i figli nella natura.

«Proprio il clamoroso successo di questi appuntamenti ha reso obbligatoria la prenotazione praticamente ovunque – aggiunge Cervi –. E, in diversi casi, i tempi per trovare una serata libera arrivano anche a tre settimane. Per il weekend di Ferragosto ci sarà sicuramente il tutto esaurito. Ma, se si è caparbi e fortunati, un posto lo si può ancora trovare. Il consiglio è quello di allargare al massimo il ventaglio dei luoghi dove si è disposti ad andare. Potrebbe essere l’occasione giusta per conoscere zone del territorio mai visitate prima. Il tempo per provare questa esperienza comunque non manca: tanti agriturismi e imprese agricole proseguono infatti la stagione all’aperto fino a settembre inoltrato».

Cervi è convinto che l’emergenza Covid abbia accelerato «la ricerca di benessere a contatto con la natura. Gli imprenditori agricoli non si sono mai arresi, hanno continuato a lavorare anche nel pieno della pandemia per garantire la produzione di cibo e assicurare la presenza di alimenti sani e freschi sugli scaffali. Ora sono pronti a supportare la ripartenza del nostro Paese. Come? Si attrezzano per offrire servizi innovativi. Tra questi, aperitivi e cene nel verde. I nostri uffici stanno ancora ricevendo tantissime richieste per aiutare a ottenere tutte le autorizzazioni e i documenti necessari. Non sarà una moda passeggera. Siamo dinnanzi a una realtà destinata a consolidarsi ulteriormente nei prossimi anni».

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