Al teatro Galli un “Aroldo” inedito aperto a tutti in diretta streaming
L’opera lirica di Giuseppe Verdi debutterà il 27 agosto e sarà visibile a tutti grazie a una piattaforma regionale
Giulia Bassi
RIMINI. A due anni dalla riapertura avvenuta nel 2018 dopo 75 anni il teatro Galli di Rimini – distrutto dai bombardamenti nel 1943 – accoglie l’opera Aroldo, melodramma scritto da Verdi per l’inaugurazione stessa del teatro progettato nel 1857 dall’architetto Luigi Poletti.
Tra le opere da lui scritte nell’arco della sua vita per i più importanti teatri italiani e stranieri – Milano, Venezia, Parigi, Roma, Londra San Pietroburgo – Aroldo è l’unica composta per un nuovo teatro in Italia. E la produzione riminese che debutterà il 27 agosto celebra questa coincidenza, frutto della cooperazione che vede altri teatri della regione – teatro Alighieri di Ravenna, teatro comunale Luciano Pavarotti di Modena, teatro municipale di Piacenza – si potrà seguire in streaming a partire dalle 21 sulla piattaforma “Opera streaming”, il primo portale regionale di opera lirica in Italia dove resterà disponibile per i successivi sei mesi.
La presentazione della produzione e del cast – un’equipè straordinariamente compatta – è avvenuta ieri, 164 anni dopo l’apertura del teatro il 16 agosto 1857. A tirare le fila l’assessore alla cultura del Comune di Rimini, Giampiero Piscaglia, che si sta adoperando per il riconoscimento del Galli quale settimo teatro di tradizione dell’Emilia Romagna. Per Aroldo – ampio rifacimento dello Stiffelio ritirato per problemi di censura – Verdi, che tra l’altro giungeva a Rimini proprio da Reggio Emilia dove aveva seguito l’allestimento del Simon Boccanegra, aveva potuto contare sulla presenza del direttore d’orchestra Angelo Mariani, grandissima figura di musicista del quale quest’anno si celebrano i 150 anni dalla nascita.
Si dimostrò subito entusiasta del nuovo lavoro: interessanti sono i suoi resoconti relativi alle prove, all’esito della prima, alla reazione del pubblic. «L’Aroldo ha fatto furore – scriveva Mariani – non ci fu pezzo che non fosse applaudito, il maestro fu chiamato un’infinità di volte sulla scena. Egli ne è contentissimo». La notte del debutto, che riscosse enorme successo, Rimini era ricolma di forestieri e gente proveniente da altre città italiane. Alla fine della serata, una grande folla festante seguiva la banda della città fino all’appartamento dove dimorava Verdi all’hotel dell’Aquila.
Per il ritorno di Aroldo a Rimini nuovo è l’approccio drammaturgico con un lavoro “site-specific” che vuole da una parte rivalutare uno dei titoli più trascurati del repertorio verdiano e dall’altra raccontare le vicende dell’edificio in cui venne rappresentato la prima volta. Affidato alla bacchetta di Manlio Benzi sul podio dell’orchestra Luigi Cherubini e del coro del teatro Municipale di Piacenza diretto da Corrado Casati, il nuovo allestimento è stato ideato da Emilio Sala e Edoardo Sanchi che firmano per la prima volta insieme la drammaturgia e la regia.
«Questa nuova produzione di Aroldo – spiega Sala – ripropone l’opera di Verdi in un allestimento che, oltre alla vicenda originale, racconterà la storia del teatro di Rimini ovvero, come si scoprirà alla fine, la nostra storia. Il punto di partenza è la drammaturgia del perdono alla base del progetto musicale verdiano, una drammaturgia che, nello stesso 1857, era stata già sperimentata nel Simon Boccanegra».
Lavorare a questa produzione di Aroldo «è un’emozione unica – dichiara invece il maestro Benzi – perché da anni si era pensato insieme ad un progetto che unisse musica, dramma, testo e scenografia che nel nostro caso è il Teatro stesso, a fondersi in un unico pensiero che risalendo alle radici della nostra storia prova ad aprirsi una strada di futuri possibili».
Nel cast il tenore Antonio Corianò vestirà i panni del protagonista: «Ho affrontato tanti ruoli verdiani – spiega il cantante – ma per me Aroldo è un debutto di fondamentale importanza. Per la vocalità richiesta da Verdi è davvero una sfida e una sfida è anche saper interpretare la complessa psicologia di questo personaggio. È un personaggio che sento molto, anche perché così travagliato, a volte impetuoso, impulsivo, ma sono queste stesse emozioni a portarlo lentamente alla comprensione e successivamente al perdono».
Al suo fianco è un debutto anche per la giovanissima Lidia Fridman, il soprano di origine russa che interpreta Mina. «Sono emozionatissima e molto onorata di debuttare a Rimini in Aroldo – racconta –. Mina è una donna colpevole di adulterio: il suo è un personaggio verdiano poco comune che merita un grande rispetto, perché lei non si giustifica, ma vuole essere giudicata e in questo esprime una forza incredibile, una potenza femminile intensa e determinata».
Completano la locandina degli interpreti vocali il baritono Michele Govi (Egberto) , il basso Adriano Gramigni (Briano), il tenore Cristiano Olivieri (Godvino) e anche l’attore Ivano Marescotti che eccezionalmente prende parte allo spettacolo in veste di conferenziere.
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