Il reggiano Travaglioli al festival di Venezia
Il celebre montatore ha lavorato assieme al regista Paolo Sorrentino al film autobiografico “È stata la mano di Dio”
Sandra Campanini
reggio emilia. Non accadeva dal 1984. Alla Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, la numero 78 in programma dal 1 all’11 settembre, ci saranno cinque film italiani in concorso: “È stata la mano di Dio” di Paolo Sorrentino, “Qui rido io” di Mario Martone, “Il buco” di Michelangelo Frammartino, “Freaks Out” di Gabriele Mainetti e “America Latina” dei fratelli Fabio e Damiano D’Innocenzo.
Il nuovo film di Paolo Sorrentino di taglio profondamente autobiografico è ambientato negli anni Ottanta a Napoli e racconta la storia di un giovane di nome Fabio, noto come Fabietto (Filippo Scotti), che vive nel capoluogo partenopeo.
Il ragazzo avrà l’occasione di vivere uno dei sogni più grandi degli amanti del calcio, quando giunge nella sua città il goleador Diego Maradona, ma a questa grande gioia si accompagnerà una tragedia inaspettata che sconvolgerà la sua vita. Tra gli interpreti ritroviamo l’attore feticcio di Sorrentino, Toni Servillo, e altri bravissimi attori come Teresa Saponangelo e Renato Carpentieri.
Accanto a Sorrentino per il montaggio anche il reggiano Cristiano Travaglioli che da tantissimi anni collabora con il regista partenopeo. Travaglioli è riconosciuto ormai, non solo in Italia, come uno dei più talentuosi montatori che a partire da “Il divo” passando poi da “This must be the place”, “Loro” 1 e 2, e “La grande bellezza”, “Youth – La giovinezza” fino ad arrivare alle due serie “The young Pope” e “The new Pope”, ha sempre affiancato Paolo Sorrentino.
Travaglioli nel corso della sua carriera è stato insignito di prestigiosi premi come l’European film awards nel 2013 per La grande bellezza, che ricordiamo si è aggiudicato anche l’Oscar come miglior film straniero, e il David di Donatello per Anime nere di F. Munzi (2015).
Il celebre montatore reggiano ha lavorato anche con Pif per il film di esordio “La mafia uccide solo d’estate” e con Corrado Guzzanti per il film “Fascisti su Marte”. Formatosi presso il Dams di Bologna e successivamente al Centro sperimentale di Roma, Travaglioli (nato a Recanati nel ’68 ma da 30 anni residente a Reggio), ha tra le sua prime esperienze cinematografiche quella come assistente volontario sul set di Ciprì e Maresco ne “Lo zio di Brooklyn”.
Nel 2001 incontra Paolo Sorrentino e diventa assistente al montaggio de L'uomo in più. Poi dal 2008 il sodalizio continuo con Sorrentino che lo porta anche quest’anno al Lido con questo nuovo, attesissimo, film che speriamo di poter vedere anche in sala visto che la produzione è Netflix.
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