Tutto Dante in stampe incunaboli e rari tesori
Oggi l’inaugurazione di una grande mostra a Ravenna con il patrimonio di 14 biblioteche dell’Emilia Romagna
RAVENNA. Ci saranno incunaboli, tesori provenienti dalle biblioteche e rarità. Si apre oggi alle 18, nella sala Dantesca della biblioteca Classense, la mostra “In su ’l lito di Chiassi. Tesori danteschi nelle biblioteche e negli archivi di Ravenna”. La mostra fa parte del progetto della Regione “Dante e la Divina Commedia in Emilia-Romagna”.
Un percorso espositivo diffuso per valorizzare il patrimonio dantesco di 14 biblioteche e archivi storici del territorio «tra ’l Po e ’l monte e la marina e ’l Reno» come il Poeta nel XIV canto del Purgatorio definisce l’odierna Emilia-Romagna, sua seconda patria. Il filo conduttore, costituito dallo studio della tradizione, della ricezione e dei contesti danteschi fino all’Umanesimo, accomuna tutti gli eventi del progetto espositivo, con eventi che coprono un arco temporale che va dal Dantedì 2021 sino ai primi mesi del 2022.
La tappa ravennate del progetto prevede due mostre dallo stesso titolo, una in Classense e una al Centro Dantesco dei Frati Minori Conventuali. Il percorso proposto dalla Biblioteca Classense offre da una parte l’opportunità di avvicinarsi a testimonianze documentarie medievali connesse agli anni ravennati di Dante e dall’altra scandisce le tappe della ricezione della Commedia, dalla seconda metà del XIV alla fine del XV secolo, attraverso le testimonianze manoscritte e a stampa che fanno parte del ricco patrimonio dantesco della biblioteca e anche grazie alla biblioteca “Trisi” di Lugo che presta la prima rara edizione del “De Monarchia”.
La collaborazione dell’Archivio di Stato, dell'Archivio Storico diocesano e dell’Archivio storico comunale di Ravenna ha permesso la presenza in mostra di documenti che restituiscono frammenti di storia familiare, come la sentenza di scomunica contro Pietro Alighieri o la presenza a Ravenna di suor Beatrice. Del patrimonio classense fanno parte testimonianze trecentesche come i misteriosi frammenti manoscritti dell’Inferno e il celebre manoscritto 6, trascritto a uso dello stesso copista nel 1369. nonché la ricca collezione di edizioni. L’ampia selezione di incunaboli in mostra permette di seguire l’evoluzione del processo di stampa del testo e dell’apparato figurativo della Commedia: dall’edizione veneziana del 1477, la prima a proporre anche il Trattatello in laude di Dante, si passa ai primi esperimenti di commento figurativo della celebre edizione fiorentina del 1481 con le incisioni da disegni di Sandro Botticelli, fino all'edizione veneziana del 1493. Accanto al patrimonio manoscritto vengono esposti nove incunaboli della Commedia stampati tra il 1472 e il 1497, tra i quali spicca l’unica copia custodita in Regione dell’edizione veneziana (secondo alcuni jesina) di Federico de’ Conti, datata 18 luglio 1472; si tratta di uno dei sei esemplari oggi noti di questa edizione.
Tra le cinquecentine si potrà ammirare una copia della rara traduzione in castigliano del poema dantesco, impressa a Burgos nel 1515, anno in cui, a Venezia, gli eredi di Aldo Manuzio (1450 ca.-1515) diedero alle stampe la seconda edizione del poema, arricchita da xilografie a piena pagina, dopo quella del 1502 (Le terze rime di Dante) stampata dal grande tipografo-editore.
Le due mostre allestite rispettivamente nel Chiostro grande della Biblioteca Classense e nelle sale del Centro Dantesco dei Frati Minori Conventuali saranno aperte da oggi al 6 novembre.
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