Gazzetta di Reggio

la rassegna a montecchio 

La magia del teatro nel cortile dell’ex macello con Sipario Aperto

La magia del teatro nel cortile dell’ex macello con Sipario Aperto

Si inizia sabato sera (ore 21) con lo spettacolo “Bassa nova” Il 4 settembre si chiude con il monologo di Simona Boni

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MONTECCHIO. Torna il festival teatrale organizzato dall’associazione teatrale Sipario Aperto in collaborazione con il Comune di Montecchio.

Per il 16esimo anno consecutivo, il cuore della Val d’Enza si animerà con spettacoli suggestivi e coinvolgenti.

Si comincia sabato alle 21 nel cortile dell’ex macello comunale con “Bassa nova” di e con Savino Paparella, accompagnato dalla chitarra e dalla voce di Giulio Vecchi. “Bassa nova” è una lunga camminata verso casa. È una nottata di baldoria a una festa brasiliana, dentro un bar di un distributore di benzina, lungo la strada. All’inizio sono colori, samba, trenini ben auguranti; poi l’ora tarda lascia il posto alla saudade, e alla bossa nova. I fiumi dell’alcool si confondono con quelli della nebbia. Con i ritmi nostalgici di quella musica, barcollando, il nostro uomo si ritrova a camminare sugli argini del Po, convinto di risalire il Rio delle Amazzoni. In quell’alba nebbiosa, incontrerà uomini che sembrano Miti, e racconti che appaiono e scompaiono nella “fumana”.

Martedì 31 agosto (sempre alle 21 nel cortile dell’ex macello comunale) va in scena “La locandiera” del compagnia Teatro San Prospero, regia di Erika Patroncini. Nel teatro goldoniano ogni personaggio ha l’intento di raccontare il proprio ceto sociale. I personaggi sono dunque realmente esistenti, come la figura stessa della locandiera. Un personaggio che con le sue contraddizioni e la sua voglia di giocare è talmente vero da non poter essere solamente frutto dell’immaginazione dell’autore. La versione proposta dalla compagnia Nuovo Teatro San Prospero è aderente e fedele al testo originale. Lo spettacolo viene ambientato nel periodo storico reale e i costumi sono stati magnificamente disegnati da Anna Mode. Le musiche di accompagnamento sono di Antonio Vivaldi.

La rassegna proseguirà giovedì 2 settembre con “Na’ ni: et puis un jour tu vis” della Compagnia Grasparossa, di e con Simona Boni. In scena una sola donna e una galleria di personaggi che lei stessa convoca per disegnare la sua storia sotto i nostri occhi. Il teatro, la danza, il canto, la musica tracciano un cammino sognato, immaginato e vissuto. Simona ci prende la mano e ci accompagna, con humour e autoironia, al crocevia tra sogni e immaginazione. “Na’ ni” é la narratrice: è così che sua nonna la chiamava perché é così che si chiamano i nipoti in dialetto a Reggio Emilia; oggi “Na’ ni” vive in Francia e quello stesso dialetto la porta direttamente verso le sue radici italiane. Sabato 4 settembre si chiude con “Beatrice e le altre” della Compagnia Levia Gravia, regia di Liliana Boubè: una giostra di personaggi che raccontano storie di donne, di sentimenti, di sogni, di follia.

Prenotazione obbligatoria scrivendo a prenotazioni@siparioaperto.it oppure su whatsapp: 375-5797013.

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