Gazzetta di Reggio

da oggi a domenica 

Fra premi Nobel e star del libro ritorna il festival di Mantova

Gabriele Rizza

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Gabriele Rizza

mantova. Se c’è una bussola che può essere utile per muoversi fra le fitte trame del Festivaletteratura di Mantova questa è dettata dalla curiosità. O forse dall’istinto. Perché seguire, o solo annusare, gli oltre 300 ospiti e relativi incontri spalmati in cinque giorni, da oggi a domenica, non è tanto una “mission impossible” (missione impossibile) quanto uno spazio mentale che cerca la sintesi con lo spirito dell’iniziativa più che con i singoli partecipanti. L’idea di una kermesse che fosse prima di tutto un dialogo aperto e disinteressato fra chi scrive e chi legge, destinato solo in seconda battuta a parlare di libri e case editrici, è la conquista ideale, ma anche l’atteggiamento pratico, di una manifestazione che ora festeggia 25 anni di vita con rinnovato entusiasmo dopo il parziale stop dello scorso anno.

La cultura “riapre” e Mantova ritrova la sua identità: quella di un organismo vivente popolato di libri dove prolifera la sempre più numerosa comunità dei lettori. «Nel 2020 – spiegano gli organizzatori – il festival ha voluto esserci e ha avuto la fortuna e la determinazione necessarie per riuscirci. Questo ha significato battere strade alternative, ora innovative, ora un po’ d’antan, che si sono rivelate molto più che una soluzione temporanea. Su alcune di queste strade (e di quelle mai abbandonate) procediamo anche quest’anno, senza sapere ancora se siano quelle giuste. In mezzo al guado si cercano le risposte». Le risposte di Mantova non si sono fatte attendere e sono prima di tutto la sua ritrovata dimensione internazionale. Una passerella dove scorrono nomi di assoluto prestigio a partire da Alice Walker, voce iconica della cultura afroamericana, da Rebecca Solnit, attivista e scrittrice statunitense, a Bernhard Schlink, uno dei massimi esponenti della narrativa tedesca contemporanea. Con loro spiccano la poetessa russa Marija Stepanova, la scrittrice americana di origine etiope Maaza Mengiste (con “Il re dell’ombra”, vincitrice del Premio Von Rezzori), Colum McCann, già incoronato del National Book Award, il Nobel per l’economia Daniel Kahneman che prosegue nell'esplorazione dei “pensieri lenti e veloci”, Bernardine Evaristo, prima donna nera a vincere il Booker Prize, il Nobel 2015 Angus Deaton, oltre a una schiera di autori che si sono recentemente imposti, come Benjamin Labatut, Mariana Enriquez, Santiago Roncagliolo, Fouad Laroui, Aleksej Ivanov.

La kermesse torna ad abitare le strade e le piazze di Mantova e gli spazi dell’etere (ma gli appuntamenti dal vivo superano di gran lunga quelli in streaming), in un incandescente mosaico dove trovano posto inediti dialoghi tra autori, riprese di format di successo come le Lavagne e la Panchina epistolare, spazi di confronto tra saperi umanistici e scientifici (lo “Scienceground”), percorsi di “trasformazione” della città, una casa d’arte e letteratura per bambini, alcune sperimentazioni avviate nel 2020, come il Furgone poetico, la Pesca poetica, la Piazza balcone, le collane, le storie illustrate, Radio Festivaletteratura e un ricordo della filosofa Maria Zambrano a 30 anni dalla morte nel 1991.

Una bella fetta del cartellone inquadra gli autori idi casa nostra. Tra i tanti, si possono citare Alessandro Piperno col nuovo romanzo “Di chi è la colpa” (Mondadori), Marco Malvaldi che sforna le ultime avventure al tempo del covid dei vecchietti del BarLume (“Bolle di sapone”), Maurizio Maggiani fresco della “Eterna gioventù” , Milo De Angelis, Antonio Scurati fino al Carlo Verdone scrittore e a Cecilia Strada che, con Christian Elia, parlerà di “Salvare vite a qualsiasi costo”, oltre a Paolo Missiroli, Michela Murgia, Carlo Lucarelli, Chiara Valerio.

Tutto il programma si può consultare su www.festivaletteratura.it.

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