Gazzetta di Reggio

OGGI E DOMANI, nel settecentenario della morte 

Due giorni di eventi dedicati a Dante

G.B.
Due giorni di eventi dedicati a Dante

Prima il focus sul “Liber Figurarum” al Museo diocesano poi nel monastero dove il poeta si fermò cercando «Pace»

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REGGIO EMILIA. Prima dell’inaugurazione della mostra “Settecento e non li dimostra. Dante e la Commedia nelle raccolte della Biblioteca Panizzi” che verrà inaugurata il 2 ottobre in via Farini, l’omaggio reggiano a Dante si sviluppa questo fine settimana su tre fronti al centro dei quali l’appuntamento di questa mattina alle ore 10.30 al Museo diocesano (palazzo vescovile).

In programma la visita al Liber Figurarum di Gioachino da Fiore con introduzione di Fabrizio Anceschi, che dopo aver parlato del volume proseguirà poi parlando dell’ordine di San Benedetto nella Diocesi di Reggio.

Volume preziosissimo quello di Gioachino da Fiore, in quanto ne esistono soltanto tre esemplari: uno è conservato a Oxford in Inghilterra, uno al museo di Dresda in Germania e un altro nella Biblioteca del seminario di Reggio Emilia dove fu scoperto da monsignor Leone Tondelli nel 1937.

«La prerogativa del codice è quella di contenere stupende immagini miniate – ci spiega in anteprima Anceschi – non comunemente presenti nei codici del tempo. Sono state concepite per rendere maggiormente comprensibile il pensiero gioachimita, in un’epoca di oscurantismo come il basso medioevo in cui l’opera venne redatta. Lo leghiamo a Dante in quanto è una fonte della Divina Commedia; tra l’altro i legami vennero sottolineati dallo stesso monsignor Tondelli: parliamo ad esempio della concezione trinitaria rappresentata dai tre cerchi».

Si proseguirà poi alle 17.30 al Seminario di Marola con la presentazione del libro di Glauco Maria Cantarella “I castelli della preghiera”; dialogheranno con l’autore Giorgio Milanesi, docente di Storia dell’arte medievale all’Università di Parma, ed Enrico Veneziani, ricercatore della Università Catolica Portuguesa di Lisbona. Seguirà la cena in abbazia e la giornata si concluderà con il concerto “Suoni e ritmi dal Medioevo” con l’arpa di Cristina Gigetta Dean.

Domani si partirà alle 9 per il monastero di Santa Croce del Corvo (Bocca di Magra Ameglia, in provincia della Spezia) con sosta all’eremo di Bismantova.

Il monastero conserva fin dal periodo medievale un maestoso crocifisso ligneo tunicato che dà il nome di “Santa Croce” al luogo, e la tradizione narra di un passaggio di Dante al monastero. Durante la giornata Faustino Stigliani leggerà alcuni brani del libro “Dante a Bismantova” di Giuseppe Ligabue e Clementina Santi, di prossima uscita.

«Il viaggio di Dante passa attraverso i monasteri benedettini di Marola e del monastero di Santa Croce del Corvo, nell’incantevole golfo creato dalla foce del Magra, fra Toscana e Liguria – puntualizza l’autrice e storica Clementina Santi –. Boccaccio ci racconta che Dante nel suo viaggio di esilio, intorno al 1306, dalla Toscana verso Reggio Emilia, attraversò il Passo del Cerreto, bussò alla porta del monastero e al padre guardiano, frate Ilaro, che gli chiese cosa andava cercando, rispose semplicemente “Pace”, consegnandogli poi un manoscritto che doveva essere la prima cantica, l’Inferno».



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