Full-immersion nella storia del brand Max Mara attraverso i suoi capi iconici
REGGIO EMILIA. Mentre a Milano va in scena la primavera /estate 2022 di Max Mara e Sportmax, ieri pomeriggio nello store reggiano in via Emilia Santo Stefano si è svolto il classico e atteso evento di inizio stagione. E archiviate, per qualche mese ancora, le immagini energetiche e solari di un’estate ancora lontana, abbiamo potuto toccare con mano quali saranno i must di Max Mara per l’autunno/inverno ormai alle porte. Una stagione che segna anche i settant’anni della maison, un anniversario assolutamente da ricordare. Innanzitutto con le sette t-shirt in edizioni speciali firmate da altrettanti artisti che ripercorrono la storia di Max Mara. Un percorso per immagini riportate su vere e proprie “tele bianche” che diventano così un manifesto celebrativo. Da quella firmata da William Wegman per celebrare l’iconico cappotto cammello 101801 al punto esclamativo partorito dalla grafica pubblicitaria ispirata da Carboni. E ancora la tecnica “dripping” di François Berthoud, le grafiche marinare di Brian Grimwood, le étoiles del Bolshoi di Valery Katsuba, la pittura rinascimentale a cui si ispira Brigitte Niedermair e ancora i disegni commissionati negli anni Sessanta a Brunetta. Fa l’occhiolino a una storia di successi quell’evocativo 1951 ricamato su maglioni caldi e avvolgenti che dal verde virano al cammello e diventa irresistibile sul cappotto cammello 101801 in versione double-face. Una moda, quella che indosseremo nei prossimi mesi, con un sapore molto “british”. I profumi e i colori della selvaggia brughiera rivivono nei bomber teddy oversize indossati su ogni look e le giacche “thornproof”, ultraresistenti in alpaca con maxi tasche. Il cammello, tessuto simbolo del brand, è declinato in giacche trapuntate. A non passare inosservati impeccabili tailleur a scacchi, i tartan, le maglie oversize, le toppe in velluto e i colletti jabot. Immancabile sua maestà il cappotto, capo icona in caldo cammello. Il colore più caldo accanto a una palette che dal bianco scivola disinvoltamente nel nero passando dai toni accoglienti del marrone e del più algido grigio.
C.C.
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