Gazzetta di Reggio

FUMETTI D’ARTE 

Torna Andy Capp cinico, scorretto ma irresistibile marito ubriacone

Cristiana Minelli
Torna Andy Capp cinico, scorretto ma irresistibile marito ubriacone

Per la prima volta in Italia tutte le strisce del personaggio di Reg Smythe uscite sul “Daily Mirror” dal 2007 a oggi

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Cristiana Minelli

REGGIO EMILIA. Andy Capp, l’ubriacone perdigiorno sposato con Flo, creato nel ’57 da Reg Smythe, torna in libreria con una serie di strisce, mai pubblicate prima in Italia, edite da Signs Publishing.

La casa editrice milanese, specializzata in editoria di specie, ha realizzato un’opera filologicamente accurata, con il testo originale esattamente collocato negli spazi e negli ingombri pensati in origine dagli autori e la traduzione dei dialoghi in calce alle singole vignette.

Si tratta della riproposizione di tutte le strisce inedite pubblicate sul “Daily Mirror” dal 2007 a oggi. Un’opera che si compone di diversi volumi da oltre 200 pagine ciascuno, di cui, appunto, il primo, è appena uscito: “Andy Capp. Andy torna in campo” (pagine 207, 20 euro).

Grande classico di straordinario successo mondiale — è stato pubblicato in oltre 50 nazioni e tradotto in 14 lingue — Andy Capp è anche un personaggio di casa nostra, che ha abitato sia il marchio Panini Comics, casa editrice modenese specializzata in fumetti nata nel ’98 dalla collaborazione tra Marvel Italia, Cult Comics e Planet Manga, sia “Comix”, il giornale dei fumetti edito dalla Franco Cosimo Panini, diretto, fra il ’92 e il ’97, da Beppe Cottafavi e Guido De Maria.

Fa piacere ritrovare a scaffale le storie di quelle che a volte sono state tradotte in italiano come “Le vicende di Carlo e Alice”, perché leggere una striscia a fumetti di satira a sfondo sociale, soprattutto in un momento come questo, se non è un vaccino, è un antidoto contro il veleno della banalità.

C’è davvero bisogno di un personaggio sagace e geniale, cinico e politicamente scorretto. Sia pure se la storia è detta e disegnata con quell’accento, tipicamente inglese, tipico della piccola borghesia anglosassone e di quella classe operaia che abita i sobborghi, lavora o vive di sussidi, fa sport amatoriale, la domenica ascolta il sermone, e poi, naturalmente va al pub con gli amici.

Non c’è nessuna difficoltà a riconoscersi nelle strisce di Smythe, perché in fondo, quella presentata dall’autore, è la commedia umana del nostro tempo, il palcoscenico di tutte le lingue, che sotto le scarpe scricchiola nel medesimo modo.

«Cielo, guarda che bollette – dice Flo – dovremo tirare la cinghia», «Beh, non devo andare al pub ogni sera – risponde Andy – ma probabilmente lo farò. Perché non riduci le tue visite dal parrucchiere?». E la striscia si chiude con Andy seduto in poltrona, nascosto dietro a una copia del Daily Mirror...

Il nome Andy Capp è un gioco di parole con il termine handicap. Dalla sua prima comparsa ha conquistato il pubblico di tutto il mondo, arrivando, nel momento di massimo fulgore, a essere pubblicato su 1.700 quotidiani e riviste in oltre 50 nazioni. Passato, dopo la morte del creatore, che aveva autorizzato altri a continuare il suo lavoro, nelle mani di Roger Mahoney e Roger Kettle, Andy Capp ha continuato a vivere sulle pagine del Daily e ora, finalmente, è disponibile per i lettori italiani.

Garzone di macelleria, fuciliere dell’esercito, impiegato delle poste a Londra, Reg Smythe, a ventotto anni ha scoperto di saper disegnare. Di più, di sapersi inventare gag fulminanti, di saper fare del graphic journalism, arte sopraffina, difficile mestiere. A quarant’anni, dopo una dura gavetta, ha trovato finalmente il successo con Andy Capp, grazie al quale verrà ritenuto il maggiore autore di fumetti inglese.

I disegni e la sceneggiatura di questo volume, che presenta le strisce pubblicate dal “Daily Mirror” nel 2007, 2008 e 2009, sono di Roger Mahoney e Roger Kettle, la traduzione di Filippo Grando, la prefazione di Alessandro Bottero.

Questi sono solo alcuni degli esempi di umorismo tratti dalle vignette del personaggio di Smythe.

Andy e uno strimpellatore di chitarra di strada: il musicista, a squarciagola «Se avessi un martello martellerei di mattina», Andy, «Se ce l’avessi io staresti raccogliendo legnetti per il fuoco».

Andy al pub. «Mia moglie ancora non mi parla». «Da quanto tempo va così?». «Tantissimo». «É iniziato subito dopo che le ho regalato quei filtri per l’aspirapolvere al suo compleanno». Provaci ancora, Andy.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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