Gazzetta di Reggio

Gualtieri 

Tornano “I naifs del Po” e riportano i colori a Palazzo Bentivoglio

A.V.
Tornano “I naifs del Po” e riportano i colori a Palazzo Bentivoglio

La mostra apre domenica (ore 10) nella Sala dei Falegnami con pittori  della Bassa reggiana e mantovana 

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Gualtieri. Dopo un anno di stop dovuto al diffondersi della pandemia, i naifs ritornano sulle rive del grande fiume. E la location che li ospita non poteva che essere Sala Falegnami di Palazzo Bentivoglio, a Gualtieri, che aveva già ospitato le sei precedenti edizioni della mostra “I naifs del Po”, che sarà inaugurata alle 10 di domenica. Nell’occasione verranno esposte opere di naifs provenienti dalla Bassa reggiana e mantovana (oltre ad un artista proveniente dalla provincia di Pavia) capaci di richiamare ancora il grande pubblico, attirato da quei colori sgargianti e sognanti tipici di questo filone artistico. In mostra saranno presenti opere di Alberta Baglione, Brenno Benatti, Fausto Bianchini, Bruno Biazzi, Luigi Camellini, Paolo Camellini, Dino Fiorini, Luciano Lipreri, Elena Martini, Franco Mora, Carlo Moretti, Antonio Motta, Gianni Pontiroli, Natale Rovesti e Gianni Verona. Saranno inoltre ricordati Augusto Fantini, Gianni Samini e Giuliano Zoppi. «Attraverso le loro opere – spiega Luigi Camellini, vicepresidente dell’associazione artistica Tricolore che organizza l’evento insieme all’amministrazione comunale di Gualtieri – riportano colore e speranza dopo due anni di lutti, privazioni e sacrifici dovuti alla pandemia. Il Comune e l’Associazione artistica Tricolore sperano e credono che possa essere questo un segnale ed un buon inizio per ritornare alla normalità». «Questi artisti definiti ingenui – afferma Luigi Camellini, vicepresidente dell'associazione artistica Tricolore che organizza l'evento insieme al Comune – in realtà hanno una grande capacità nel riportare attraverso le loro opere l'uomo nella dimensione che più gli si addice. Guardare le opere esposte per l'artista è un invito al visitatore a ripensare alle nostre radici, al valore del tempo, ai sogni e alle cose che contano; è come stare seduti sulla sponda del Po ad osservare l'acqua che passa, chiudere gli occhi e consegnare i propri pensieri e sogni allo scorrere silenzioso del fiume». La mostra raduna le opere di artisti eredi di quella stessa corrente che da queste parti ha visto muoversi uno dei suoi esponenti più celebri come Antonio Ligabue e un grande estimatore dell'arte ingenua del calibro del luzzarese Cesare Zavattini, secondo il quale l’arte naif non può essere vincolata in restrizioni descrittive, in quanto popolare e dunque avvicinabile da tutti.

A.V.

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