È tornata “Cavriago Land Art” e l’arte contemporanea ci parla
Grazie alle installazioni temporanee realizzate da numerosi artisti di razza il pubblico è accompagnato lungo un percorso tutto da scoprire e vivere
CAVRIAGO. Dopo i tanti eventi di avvicinamento, che nel corso dell’estate hanno condotto a “Cavriago Land Art”, ieri nella Sala Civica Cesare Arduini si è tenuta la presentazione ufficiale della manifestazione. Promossa dall’associazione culturale Gommapane Lab, con il patrocinio della Provincia di Reggio Emilia, del Comune di Cavriago e di Multiplo Cavriago, la rassegna è curata da Gaia Bertani e Nicla Ferrari, con Ivan Cantoni. Grazie alle installazioni temporanee realizzate da Oscar Accorsi, Federico Bianchi, Brunivo Buttarelli, Fiorenza Fiorini, Mirco Incerti, Antonella De Nisco, Federica Merli, Carlo Moretti, Mirko Frignani e Nicla Ferrari, il pubblico è accompagnato alla scoperta dei diversi linguaggi dell’arte contemporanea, lungo un percorso che si snoda nel centro del paese, con punti di interesse in Piazza Lenin, nel parco del Multiplo, sul sagrato di San Terenziano, nel parco del Rio, nel parchetto di Piazza Benderi e in Piazza Benderi. «Prendersi cura dei luoghi – spiegano Gaia Bertani e Nicla Ferrari – significa prendersi cura delle persone; accogliere le opere nei luoghi del nostro vivere è un po’ come accogliere un ospite, fare attenzione che si trovi a proprio agio, andare incontro alla comprensione del suo linguaggio e imparare qualcosa di nuovo. In sostanza, accogliere le opere nei luoghi del nostro vivere, sia naturali che antropizzati, ce li mostra sotto una luce diversa». Il tema dell’edizione 2021 è “Aria, Acqua, Terra, Fuoco”, in riferimento al carattere materiale di sculture, dipinti e installazioni che sono destinati a portare i segni del tempo. «Profondamente legati alla terra, al dominio minerale – scrive il critico Ivan Cantoni – si rivelano i fossili artificiali di Brunivo Buttarelli. Ricavata in negativo nella consistenza tenace del metallo, la figura umana di Fiorenza Fiorini appare, per contrasto, singolarmente affine alla inconsistenza dell’aria. Anche gli intrecci di Antonella De Nisco, sospesi fra gli alberi, evocano una leggerezza aerea, affine al mondo dei suoni a cui rimanda il loro titolo: “AscoltoGuardoParlo”. Sebbene realizzata in metallo, l’installazione di Oscar Accorsi, per la prevalenza di vuoti, viene percepita come qualcosa di leggero e aereo. Con l’erba e gli alberi del Parco del Rio dialoga la sequenza di terrecotte di Mirco Incerti... Alla levità dinamica dell’aria ci riporta la “Casa Respi-Rosa” di Nicla Ferrari dove pareti intrecciate all’uncinetto costituiscono il labile confine fra l’interno e l’esterno di una minuscola dimora fiabesca. Alla terra, attraverso l’impiego del legno, si collegano le opere di Carlo Moretti e Federico Bianchi. Moretti, in un’unica stele, evoca in chiave simbolica attraverso la pratica dell’intaglio combinato all’uso del colore anche l’aria l’acqua e il fuoco. Bianchi, impiegando residui di tronchi e sassi provenienti dal letto del Po, riesce a farci percepire la forza plasmatrice esercitata dalla corrente su qualunque cosa venga trascinata nel suo flusso. Al cielo e ai suoi doni sono dedicate le installazioni di Piazza Benderi, dove l’opera di Mirko Frignani dirige il nostro sguardo verso l’alto. Una pioggia di gocce lavorate sapientemente dall’uncinetto di Federica Merli condensa in migliaia di nodi la leggerezza delle nubi». L’opera di Oscar Accorsi, danneggiata poco dopo la sua installazione, sarà sostituita da un pannello relativo al progetto. La ricerca dell’artista è visibile su www.oscaraccorsi.com. Tutte le opere saranno allestite fino alla fine di ottobre.
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