Gazzetta di Reggio

Festival Aperto 

Il sacrificio di “Else” e l’abuso di potere sull’intimità femminile

Giulia Bassi
Il sacrificio di “Else” e l’abuso di potere sull’intimità femminile

L’opera contemporanea in scena stasera e domenica al teatro Ariosto ispirata alla novella di Schnitzler 

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Giulia Bassi

REGGIO EMILIA. Tra i meriti del Festival Aperto, individuiamo il fatto di lasciare spazio a un’opera contemporanea - spesso di teatro civile (in passato ricordiamo o lavori di Montalbetti) - che è nella maggior parte dei casi una produzione concepita ad hoc. Nel cartellone 2021 arriva una coproduzione con il prestigioso Cantiere Internazionale d’Arte Montepulciano: il titolo è “Else”, che va in scena questa sera alle 20.30 e domenica alle 18 al Teatro Ariosto.

Ispirata alla novella di Arthur Schnitzler “La signorina Else”, è stata commissionata al compositore Federico Gardella e alla drammaturga Cecilia Ligorio (che ne firma anche la regia). Tematica centrale le molteplici forme che la violenza e lo sfruttamento del femminile assumono nella nostra società. Una storia, una violenza, che non si esaurisce con il chiudersi del sipario ma che purtroppo è esperienza reale, che si muove nel nostro quotidiano. «Non esiste nessuna donna, ragazzina, figlia, madre, sorella, amica, che non si sia trovata almeno una volta nella umiliante situazione di sentirsi oggetto inerte di un desiderio volgare e non condiviso, anche se solo per un attimo, anche se in modo superficiale, così superficiale da venire considerato pericoloso o illegittimo – puntualizza la librettista Cecilia Ligorio –. Else parla dell’abuso di potere sull’intimità, che è forse una delle più insidiose malattie del nostro tempo».

Mentre il regista Federico Gardella spiega come ognuno dei personaggi della storia, sia complice a modo suo del precipizio in cui la protagonista cade: «La storia di Else è, in effetti, la storia di un precipizio in cui ognuno dei personaggi è, a suo modo, complice – racconta –. La musica disegna questo precipizio, scolpisce questo strapiombo: così l’opera si chiude con un “lamento”, un lento addio al mondo che ci invita a riflettere sulle nostre fragilità, chiedendoci di proteggerle, come si protegge un bene prezioso». Nel cast vocale formato da Maria Eleonora Caminada, Leonardo Cortellazzi, Michele Gianquinto, figura anche Alda Caiello, una delle maggiori interpreti nel panorama europeo per versatilità, raffinatezza e capacità espressive, voce prediletta di Luciano Berio per le sue Folk songs. Tito Ceccherini guida l’Ensemble Risognanze.

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