Gazzetta di Reggio

a palazzo brami 

Quattro artisti internazionali in una mostra a cielo aperto

Giulia Bassi
Quattro artisti internazionali in una mostra a cielo aperto

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Giulia Bassi

reggio emilia. Una nuova esposizione collettiva ospita le vetrine dello SpazioC21 che si affacciano sul cortile di palazzo Brami, a Reggio Emilia. La selezione comprende quattro artisti che hanno già acquisito notorietà e riconoscimento da parte del collezionismo internazionale per la loro ricerca in studio.

Caratteristica comune degli artisti esposti è l’esperienza di strada, ma le quattro espressioni in mostra ci trasportano in territori artistici divergenti, in linguaggi distanti. Continua il progetto di Eugenio Sidoli orientato alla promozione di espressioni artistiche fra arte urbana e nuovo muralismo.

In questo senso lo SpazioC21 offre alla città una finestra su un territorio inedito di investigazione di nuovi linguaggi artistici, che fondono al loro interno una pluralità di sottoculture. Le opere esposte sono di Antwan Horfee, Francesco Barbieri, Russell Maurice e Marco Abisso.

Del primo, cresciuto a Parigi, leader carismatico della storica crew parigina dei Pal (Peace and love), riconosciuto come uno dei più influenti rappresentanti nel panorama del writing internazionale, è esposto “Now i got the island”. Qui come nelle altre sue tele dà vita a un personale corpus di opere che contengono elementi figurativi e surreali combinati ad astrazione gestuale. Ha sperimentato con originalità tecniche, media e materiali e i suoi mondi immaginari interpretano un'epoca di diversità, di rumore e di incertezza.

Di Barbieri, nato a Pisa, è esposto il suggestivo “Colonizzare il cielo”. Indaga e dipinge la metropoli e il suo linguaggio visivo è immediato, la sua ricerca estetica predilige i paesaggi industriali, le periferie ed il folklore delle “terre di nessuno” ai confini delle città. Esplora l’alienazione della vita contemporanea, la dialettica centro/periferia, il degrado urbanistico e gli abusi della cementificazione.

Si chiama “Gassy” l’opera di Maurice, inglese residente a Tokyo, noto anche come il principale catalizzatore del movimento Comic abstraction. Lavora in modo da combinare figure sublimi e ridicole, audaci e comiche, fuse con un tocco riflessivo e spesso melanconico. Suo il design del marchio di abbigliamento Gasius, ispirato alla cultura londinese dei graffiti anni ‘90.

Abisso ha invece militato nella Sak crew di Milano. Il suo sguardo indaga lo spazio urbano, raccoglie materia e la manipola in esecuzioni brutali, grezze, quasi violente come l’opera esposta: “Guano flag”, una provocatoria rielaborazione della bandiera americana in catramina. La mostra è visibile ogni giorno dalle 9 alle 19.30 e rimarrà installata fino all’inizio di dicembre.

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