Gazzetta di Reggio

festival aperto 

In scena alla Cavallerizza la prima assoluta di Maqam, corpo e voce

G.B.

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REGGIO EMILIA. Nella variegata quanto esaustiva proposta del Festival Aperto C’è anche La prima assoluta – oggi pomeriggio alle 18 alla Cavallerizza – di uno spettacolo che guarda alle suggestioni legate alla cultura araba con la musica di Lorenzo Bianchi Hoesch e il canto di Amir Elsaffar, non solo uno dei protagonisti più promettenti del jazz contemporaneo ma anche un profondo conoscitore della tradizione del maqam iracheno; inoltre l’ensemble mk e il coreografo Michele Di Stefano.

Precisamente si tratta di un “concerto coreografico” coprodotto da importanti istituzioni italiane che si chiama “Maqam”, parola che in arabo significa molte cose: luogo, posizione, stazione, scala. Ma soprattutto allude al sistema di organizzazione melodica della musica araba tradizionale, una tecnica di improvvisazione largamente praticata in tutto il Medio Oriente.

Nella pièce la relazione compositiva tra ambiente sonoro e coreografico è fatta di eventi elementari, discontinui e puntiformi, che lasciano sciogliere nel canto l’intreccio della sostanza corporea e musicale. Da sottolineare la presenza di mk oggi considerato uno dei più vivaci ensemble di ricerca della scena italiana, con performance in molti paesi, non solo europei. Con loro Michele Di Stefano tornerà al Festival Aperto nei giorni 12, 13 e 14 novembre, chiamato a realizzare una coreografia site specific, intorno all’opera scultorea di Eva Jospin Côté cour / côté jardin, realizzata dall’artista francese per la Sala Ottagonale del Teatro Municipale Valli.



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