Gazzetta di Reggio

Due concerti dedicati a Igor Stravinskij in un Valli finalmente a capienza piena

Giulia Bassi
Due concerti dedicati a Igor Stravinskij in un Valli finalmente a capienza piena

Domani si esibiranno i Solisti della “Mahler chamber orchestra” e sabato il duo pianistico Katia e Marielle Labèque  Entusiasti von Steinaeker e sua moglie Chiara Tonelli: «Tornare a Reggio Emilia è sempre una grande emozione»

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l’intervista

Intersecandosi con il Festival Aperto entra nel vivo la stagione concertistica che, finalmente a teatro pieno, presenta questa settimana due concerti dedicati a Igor Stravinskij nel 50esimo dalla sua morte. Alla cura dei contenuti corrisponde il prestigio dei musicisti impegnati in entrambi gli appuntamenti al Teatro Municipale Valli: domani i Solisti della Mahler Chamber Orchestra e sabato il Duo pianistico Katia e Marielle Labèque che eseguiranno tra l’altro “La sagra della primavera” per due pianoforti.

Al centro sta una riflessione condivisa che parte dall’indiscussa attualità della figura del musicista russo e dal fatto inoppugnabile che la sua musica sa farsi amare dal pubblico diventando nel contempo punto di riferimento per le ultime generazioni di compositori. I due concerti esibiscono il suo stile e ancor più l’atteggiamento aperto e curioso che caratterizza nel complesso la sua figura emblema di quel molteplice ch’è il tratto saliente della cultura musicale del ‘900 e oltre.

In questo senso Stravinskij anticipa lo stile post-moderno, nell’utilizzazione pragmatica degli elementi storici senza però banalizzarli e in ogni caso capace di trasmettere quella magia che la vera musica comunica. Inoltre il concerto di domani (ore 20.30) per la presenza di alcuni musicisti (una quindicina) della Mahler Chamber Orchestra, si arricchisce di qualcos’altro. E il riferimento va a tanti indimenticabili momenti in cui essa incantava la nostra platea: i concerti di Claudio Abbado o le tre opere in cui la Mahler ha suonato con il grande direttore, Così fan tutte (2004), Il flauto magico (2005- 2006) e il Fidelio (2008). Un periodo che ricordiamo con due protagonisti del concerto di domani, figure storiche dell’orchestra: Philipp von Steinaeker, violoncellista e concertatore – che chiude il concerto di domani – e sua moglie, la flautista Chiara Tonelli.

Entrambi innamorati dell’arte dei suoni che vivono non solo come interpreti ma anche come organizzatori e docenti: e con gli impegni affrontati con un atteggiamento di vera umiltà per cui, nonostante il passare del tempo, conservano un’ammirevole autenticità. Li abbiamo intercettati l’altra sera mentre da Bolzano, dove risiedono, raggiungevano insieme Reggio. Emilia: «È sempre bello lavorare con i colleghi di una vita. In particolare dirigo i Solisti della Mahler, quando lo richiede la difficoltà di certi programmi e in questo caso Histoire du soldat», commenta von Steinaeker che da anni porta avanti la carriera di direttore d’orchestra. Ultimatamene, tra l’altro, come direttore ospite principale dell’Orchestra sinfonica di Fiume e direttore ospite principale dell’Orchestra filarmonica slovena dalla stagione 2019/20.

Domani, oltre a dirigere “Histoire du soldat”, suonerà il violoncello nel “Concertino per 12 strumenti”: «Questo pezzo fu scritto in piena Guerra mondiale, mentre l’autore era esule in Svizzera e senza soldi. Così ha dovuto abbandonare gli sfarzosi balletti realizzati con Diaghilev in favore di uno spettacolo teatrale ridotto che avesse potuto viaggiare facilmente e che non costasse. Racconta di un soldato che vende l’anima al diavolo ma tutti coloro che vanno alla guerra lasciano una parte di sé, quindi ritornano cambiati, perché qualcosa “lasciano” alla guerra. Quest’opera, che eseguiremo senza testo in forma di suite, è molto moderna in quanto la musica stranamente fredda, “obiettiva”, sembra contrastare questa visione dato che la storia è tutt’altro che obiettiva».

Il programma comprende di Stravinskij anche “Fanfare for a New Theatre” e l’Ottetto per strumenti a fiato, completa di Ligeti “Sei Bagatelle” per quintetto di fiati. «Desidero sottolineare con Chiara – proseguono – quanto siamo felici di tornare a Reggio Emilia in quel magnifico teatro, per noi casa accogliente, dove ricordiamo i bellissimi programmi realizzati con Claudio Abbado e le opere delle serate passate insieme a lui anche al ristorante. Mi ricordo che una sera, con la neve, quando andammo alla Clinica Gastronomica. E non dimentichiamo la calorosa accoglienza del pubblico».

Addirittura commossa è la Tonelli, che nella nostra città è di casa avendo studiato da piccola con il flautista reggiano Vincenzo Gallo: «Penso d’incontrarlo in questi giorni. Sono felice che questo concerto a Reggio coincida con la fine delle restrizioni e la possibilità di suonare di fronte a tante persone. Ricordo altri concerti passati: ero al Teatro Municipale nel 1997 avendo suonato nell’Orchestra del bicentenario del Tricolore e ricordo anche alcuni splendidi concerti diretti con la Gustav Mahler Jugendorchester».

Giulia Bassi

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