Gazzetta di Reggio

la rassegna 

Riparte Autori in prestito portando 21 scrittori nelle biblioteche reggiane

Riparte Autori in prestito portando 21 scrittori nelle biblioteche reggiane

Si inizia oggi con Vanni Santoni, domani Vasco Brondi Nori: «Racconteremo libri, opere d’arte, musiche e film»

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castelnovo monti. Il primo sarà Vanni Santoni, oggi a Castelnovo Monti, seguito a ruota il giorno dopo da Vasco Brondi alla Corte ospitale di Rubiera e poi, via via fino a metà dicembre, gli appuntamenti con gli autori, ben 21, che ritorneranno nelle biblioteche della provincia di Reggio Emilia a consigliare le opere.

Riparte così Autori in prestito, la rassegna curata dallo scrittore Paolo Nori e realizzata da Arci Reggio Emilia che porta scrittori, attori, musicisti, artisti visivi, fumettisti, giornalisti a raccontare i libri, le musiche, i quadri, gli spettacoli teatrali, i film, e quindi le opere, che li hanno convinti a fare il mestiere che fanno.

Il debutto di oggi alla biblioteca Crovi di Castelnovo Monti (per prenotazioni www.codazero.it) è affidato a Santoni: «Mi interessa, la capacità che ha il romanzo di farsi cattedrale, per mutuare una definizione applicata proprio alla recherche, ovvero un enorme contenitore di storie, personaggi, pensiero, riferimenti intertestuali pur mantenendo una sua piena specificità di opera d’arte univoca e compiuta».

Narratore, classe ’78, Santoni dopo l’esordio con il progetto letterario Personaggi precari ha pubblicato, tra gli altri, Gli interessi in comune (Feltrinelli, 2008), Se fossi fuoco arderei Firenze (Laterza, 2011), la serie Terra ignota (Mondadori, 2013-14), La stanza profonda (Laterza, 2017, candidato al Premio Strega), L’impero del sogno (Mondadori, 2017). Dirige la collana di narrativa italiana di Tunué ed è fra i coordinatori della Classifica di qualità dell’Indiscreto.

Come ogni edizione di Autori in prestito, anche questa undicesima rassegna sarà caratterizzata da un tema. Nori racconta così il tema 2021: «”Io son poi da solo, e loro sono tutti” è una celebre frase dell’uomo del sottosuolo, di Dostoevskij. È ragionevole pensare che molti lettori di Memorie del sottosuolo si siano riconosciuti in quel sentimento descritto da Dostoevskij, in quell’impressione che loro, l’altro, il mondo intero, siano contro di noi. Contro di noi, e non contro di me, perché questa frase di Dostoevskij, nel raccontare così bene una solitudine disperante, rivela un’affinità, con l’autore del romanzo, e con il suo protagonista. Il lettore di Dostoevskij, quando incontra questa frase si accorge di due cose: che è proprio vero, lui è poi da solo, e loro sono tutti, e che non è l’unico, a essere da solo».

Ai partecipanti a Autori in prestito, anche quest’anno, «chiediamo di raccontare i libri, le opere d’arte, le musiche, i film che li hanno stupefatti e gli autori che hanno detto loro questa cosa: che non erano gli unici, a essere da soli».

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