Gazzetta di Reggio

Gommapane Spazio ARTE A CAVRIAGO 

Cinque artiste dentro una stanza e una memoria intima da rigenerare

Cinque artiste dentro una stanza e una memoria intima da rigenerare

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CAVRIAGO. Oggi pomeriggio (ore 16.30), nella sede di Gommapane Spazio Arte, si terrà l’inaugurazione della mostra collettiva (ri)Generate. Poetiche di usi e riusi. Promossa dall’associazione culturale Gommapane Lab, con il patrocinio del Comune di Cavriago e di Multiplo, l’esposizione, curata da Matilde Teggi, presenta opere di Francesca Artoni, Maddalena Barletta, Milena Buzzoni, Antonella De Nisco e Nicla Ferrari. «Questa esposizione – dice la curatrice – presenta cinque artiste che condividono una stanza tutta per loro offrendoci uno sguardo Rigenerato, dopo un periodo di chiusure, restrizioni e riflessioni dolorose e doverose. La memoria diventa il filo conduttore del loro operato, una memoria che è familiare, personale, storica e che si rivela con grande potenza emotiva anche attraverso i materiali impiegati. Le artiste sembrano ripercorrere i propri archivi di vita e ci riportano a riflettere sul concetto di archivio come «pacchetto di storie personali», come deposito di memoria, ma di una memoria su cui è possibile intervenire, in cui l’atto di ricordare diviene etico. Archivio come «luogo di attivazione del presente attraverso la memoria».

Antonella De Nisco presenta Pietr&fiori, una serie di libri-oggetto nata nel periodo di chiusura forzata dovuta all’emergenza sanitaria, tra marzo e maggio 2020. Se l’intreccio è la prima scoperta di questa artista, in questi libri da osservare con cura si mescolano frammenti preziosi di tessuti stampati, conservati dall’artista negli anni e accuratamente collocati e cuciti su fogli di carta vegetale, insieme ad elementi naturali. Piccoli rammendi di paesaggi che appaiono leggeri ma che inaspettatamente rivelano visioni ingombranti.

Francesca Artoni partecipa con Fotosintesi, riproduzioni digitali di immagini d’archivio contaminate da clorofilla diluita e elementi naturali. Le fotografie che l’artista ha collezionato rappresentano momenti posati o immortalati casualmente di “perfetti sconosciuti”, come scrive lei stessa. Tracce di storie vissute, deteriorate e che vengono restaurate e restituite al presente.

Maddalena Barletta espone Oltre la memoria, una serie di negativi degli anni Trenta che ritraggono le donne della sua famiglia. Una grande lastra stampata su plexiglass e montata su base materica riproduce l’immagine di una giovanissima madre dell’artista, insieme ad altre lastre più piccole che ritraggono zie, nonne, sorelle. Rielaborate a partire dagli anni ’80 attraverso sovrapposizioni di carte velate e viraggi in seppia ottenuti con acidi scaduti, questi frammenti di vita restituiscono uno sguardo intimo e misterioso.

Milena Buzzoni presenta Leggere per crescere e altre opere scultoree che ripropongono il tema del libro-oggetto. Libri che sembrano consumati, logorati ma che conservano una solidità e una durezza, divenendo simboli delle nostre radici di esseri umani.

Nicla Ferrari recuperaopere dalla serie Diario Intimo, libro d’artista che raccoglie i suoi lavori tra il 2011 e il 2013. Il lenzuolo di famiglia, come un’epifania, diventa medium, supporto e strumento di riflessione e di azione. Questo oggetto si fa tramite per ricongiungere le generazioni, per agire sul passato nel presente. I frammenti pittorici che troviamo a fianco del grande lenzuolo mai esposto prima ci ricordano che le mani (dell’artista) pensano.

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