Gazzetta di Reggio

il concerto 

Il trio “On” approda al Kessel tra improvvisazioni e tributi

Adriano Arati
Il trio “On” approda al Kessel tra improvvisazioni e tributi

Sul palco Riccardo Sinigallia, Adriano Viterbini e Ice One: «Vi stupiremo» Appuntamento stasera alle 22. L’evento fa parte del circuito regionale “Biglia”

3 MINUTI DI LETTURA





Adriano Arati

CAVRIAGO. Un sabato per ripartire e per sperimentare. Questa sera il circolo Kessel di Cavriago ospiterà la tappa reggiana del mini tour del progetto “On”, trio formato da Riccardo Sinigallia (cantautore, autore e produttore romano, a lungo nei Tiromancino), il chitarrista Adriano Viterbini, leader dei Bud Spencer Blues Explosion e fra i più apprezzati strumenti italiani, e un veterano dell’hip hop italiano e romano, Ice One.

A riunirli sono stati la Fondazione Ater e la Regione Emilia-Romagna grazie al circuito “Biglia”, pensato per riportare la musica dal vivo nei locali del territorio dopo le enormi sofferenze del periodo pandemico. Le realtà coinvolte sono quattro, tutte ben note: il Kessel di Cavriago, erede del Calamita, e tre capisaldi come il Bronson di Ravenna, l’Off di Modena e il Locomotiv di Bologna.

Gli “On hanno avviato il percorso giovedì a Modena, ieri erano al Bronson e questa sera approdano a Cavriago. Il biglietto costa 10 euro, acquistabile online sulla piattaforma Dice. Al Kessel l’ingresso sarà riservato ai soci Arci (è possibile fare la sottoscrizione sul momento), per informazioni telefonare al numero 348-1499356 o scrivere a circolokessel@gmail.com. Obbligo di green pass e mascherina. L’appuntamento è dalle 22 per conoscere meglio le prove tecniche di improvvisazione di tre musicisti apparentemente molto lontani fra loro e uniti dalla voglia di sperimentare, come racconta Adriano Viterbini.

«Ci siamo messi insieme per sperimentare con strumenti che non usiamo di solito, il primo guitar-synth della storia, Riccardo Sinigallia un synth e le tastiere, Ice One campionatori e piatti, ci saranno sorprese, trovate originali e sarà tutto improvvisato», spiega il chitarrista.

Nessuna regola prestabilita, quindi: «Qui ci si butta senza paracadute, l’imperativo è suonare solo le cose essenziali come se fosse l’ultima volta che lo facciamo nella nostra vita. Sarà un’immersione totale in qualcosa che difficilmente si vede nei concerti normali». Una scelta voluta, sottolinea Viterbini: «Negli ultimi due anni ci siamo trovati per conoscerci, provare questi strumenti per noi nuovi, diversi dagli strumenti normali, con cui c’è un rapporto particolare: spesso decidono loro dove ti porteranno», sottolinea.

Non a caso «i sintetizzatori sono chiamati generatori d’incertezza, sono instabili, il mio guitar-synth ha 42 anni, ovviamente ha passato momenti diversi, l’obiettivo sarà farci guidare dallo strumento, di solito si nasce da un’idea e poi lo si concretizza con uno strumento. Qui è l’opposto, è lo strumento che ci guida. Quando ci siamo incontrati ci siamo assicurati solo di avere una visione comune, di divertirci, di suonare e sperimentare per il puro piacere di farlo, senza pensare a nessuna velleità discografica».

Anche la voce, l’elemento più umano e spesso più caratterizzante, non è esclusa dal trattamento: «La voce verrà usata come parte della musica, senza necessità di un testo compiuto né di parole collegate fra loro. In più ci saranno inserimenti di video con incursione virtuali di musicisti del passato che suoneranno con noi tramite lo schermo, un piccolo omaggio ad artisti che amiamo e che ci hanno ispirato in questo progetto».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google