Gazzetta di Reggio

“Cambiamenti” al Reggio Film Festival, dagli eventi sociopolitici a quelli climatici

Linda Magnoni
Una scena del film “La macchia mongolica”
◗
Una scena del film “La macchia mongolica”

Si parte martedì 26 ottobre (ore 21) al Teatro San Prospero con Massimo Zamboni, Piergiorgio Casotti e “La macchia mongolica”  

3 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. Al via la ventesima edizione del Reggio Film Festival: da domani fino al 21 novembre, cortometraggi da tutto il mondo, spettacoli, concerti, dialoghi, workshop e tanto altro. Il tema scelto quest'anno è “Cambiamenti”.

«Sono vent’anni di Reggio Film Festival. Ci interrogheremo su cosa sia mutato, in questi vent’anni, nel mondo del cinema. E poi, certo, sui cambiamenti del nostro mondo: quelli dettati dagli eventi di cui siamo protagonisti e quelli a cui non prestiamo attenzione, sociopolitici, climatici o linguistici che siano» spiega Alessandro Scillitani, ideatore e direttore artistico del festival. Proprio per festeggiare il ventesimo anno di attività si è deciso di ampliare la durata della manifestazione e di intensificare le collaborazioni con altre realtà.

Ad aprire le danze sarà, martedì 26 ottobre (ore 21) al Teatro San Prospero, Massimo Zamboni, musicista e fondatore dei Cccp e dei Csi, che presenterà insieme al regista Piergiorgio Casotti “La macchia mongolica”. Il film è ispirato a un viaggio in Mongolia del 1996 risultato fondamentale per la nascita del disco “Tabula Rasa Elettrificata” dei Csi. In collaborazione con il Festival Aperto, Edison Studio proporrà una nuova colonna sonora dal vivo per la pellicola più visionaria del cinema muto italiano, “Inferno” (1911). Un altro capolavoro del cinema muto, “Nosferatu il vampiro” (1922), di Murnau, uno dei capisaldi del cinema espressionista, sarà invece al centro di un altro evento: la sonorizzazione dal vivo della contrabbassista romana Caterina Palazzi “Zaleska”.

La scrittrice, narratrice scientifica e alpinista Sara Segantin, una delle protagoniste italiane dei Fridays for Future, presenterà il suo recente libro dal titolo “Non siamo eroi”, mentre Massimo Vitali racconterà la genesi del suo romanzo “Se son rose” e la sua trasposizione cinematografica “Nel bagno delle donne”, coinvolgendo il pubblico in un dialogo aperto su letteratura, cinema e creatività. Sempre di cambiamenti, questa volta linguistici, si parlerà con Vera Gheno, sociolinguista specializzata in comunicazione digitale che ha recentemente pubblicato “Le ragioni del dubbio. L’arte di usare le parole”. Il fotografo Luigi Ottani e l’attrice e documentarista Roberta Biagiarelli presenteranno il progetto “Shooting in Sarajevo”, mentre il duo “OoopopoiooO”, composto da Vincenzo Vasi e Valeria Sturba chiuderà il festival con un concerto di theremin in grado di creare una miscela pop in cui convivono combinazioni stilistiche distanti tra loro: musica contemporanea, minimalismo, tarantelle techno, rap, musica popolare e filastrocche da cantare. In programma anche diversi appuntamenti dedicati alla formazione, tra cui la lezione di cinema “Game Change”, a cura del critico cinematografico e giornalista Roberto Manassero, e “Changes”, laboratorio di sceneggiatura guidato da Chiara Arrigoni e Natalia Guerrieri.

Anche quest'anno verrà riproposto l’ormai tradizionale workshop sulla realizzazione di cortometraggi a cura di Ado Hasanovic e Leonardo Kurtz. Come di consueto sarà presente, d’intesa con l’Associazione Iniziativa Laica, la sezione speciale “Laicità”. Tornerà inoltre anche quest'anno la sezione “Family” per i corti dedicati a bambini e famiglie e la sezione “Spazio Libero”, pensata perché i filmmaker possano esprimere al meglio la propria creatività.

«Un cortometraggio è come una finestra aperta su un altro modo di pensare – dice Scillitani – che ti permette di conoscere un punto di vista diverso dal tuo. Lo scopo del Reggio Film Festival è proprio quello di offrire al pubblico una serata variegata e ricca di spunti per elaborare un pensiero critico».

Una opportunità di scambio e partecipazione: «Pur nel massimo rispetto delle regole sanitarie, riteniamo importante realizzare tutto il festival in presenza, secondo un’idea di arte come occasione di condivisione» conclude il direttore artistico.

Per informazioni sul programma: http://www.reggiofilmfestival.it .

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google