Un fine settimana per celebrare i 700 anni dalla morte di Dante
Questa sera al Valli “Intelletto d’amore” con il violoncellista Michele Marco Rossi Domani all’Ariosto sarà proiettato il kolossal muto “Inferno” musicato dal vivo
REGGIO EMILIA. Il festival Aperto Reggio Emilia accoglie nel fine settimana tre diversi spettacoli, tutti tesi a celebrare il 700esimo anniversario della morte di Dante Alighieri.
Dopo l’esordio di ieri sera in Cavallerizza con “Vox in bestia”, progetto di Laura Catrani che omaggia il Poeta a partire dagli animali della Divina Commedia tra Cerbero, il colubro, l’augello, la colomba, l’ape, l’agnello, ma anche l’astor, i vermi e i botoli, questa sera (ore 20.30) il Teatro Valli ospita “Intelletto d’amore (e altre bugie)”, un progetto del violoncellista Michele Marco Rossi che nasce dal suo incontro con il celebre scrittore Andrea Camilleri.
A 93 anni, appena un mese prima della sua scomparsa, Camilleri ha incontrato il poliedrico violoncellista per una conversazione e un confronto sui temi dell’amore, indagato a partire dalla poetica dantesca per poi svilupparsi in molteplici direzioni.
Questa conversazione inedita viene portata ora sul palcoscenico.
La voce inconfondibile b di Camilleri è la guida del concerto che, attraverso quattro commissioni ad altrettanti compositori (Vittorio Montalti, Pasquale Corrado, Noriko Baba, Matteo Franceschini), musica antica, musica vocale e la musica elettronica di Paolo Aralla, approfondisce il tema dell’amore nelle sue sfumature e contraddizioni.
Il programma si articola in quattro fasi, quattro manifestazioni estreme del sentimento amoroso, che sottolineano l’irrazionalità e il carattere indecifrabile dell’amore: Amore-Sacro, Amore-Sesso, Amore-Potere, Amore-Colpa.
La voce di Andrea Camilleri si intreccia e si alterna alla voce del violoncello di Michele Marco Rossi e alle varie voci sonore che compongono lo spettacolo, ponendo una domanda fondamentale: può esistere un “Intelletto d’amore”?
Dopo aver reinventato il suono per il cinema muto ne Gli ultimi giorni di Pompei (Rodolfi, 1913), Das Cabinet des Dr. Caligari (Wiene, 1920), La corazzata Potëmkin (Ėjzenštejn, 1925), Edison Studio ha creato la colonna sonora ideale della pellicola più visionaria del cinema muto italiano: Inferno (1911), che sarà proiettato al Teatro Ariosto domenica alle 18, in collaborazione con l’Ufficio Cinema del Comune di Reggio Emilia e con Reggio Film Festival. Per i numerosi e per l’epoca inediti effetti visivi, per le scenografie ispirate alle incisioni ottocentesche di Gustave Doré, ma anche per i tre anni di riprese, 150 fra attori e comparse e le sue 100 scene, Inferno può essere considerato uno dei primi kolossal della storia del cinema.
Commissionata nel 2008 da Ravenna Festival, la musica di Cardi, Ceccarelli, Cifariello Ciardi e Cipriani riprende la tradizione del film muto accompagnato dal vivo in un ampio affresco di suoni vocali, meccanici, mutuati dalla natura e dalla storia della musica, orchestrati e trasformati dal vivo attraverso le nuove tecnologie.
Per le celebrazioni dantesche Edison Studio propone un nuovo corto circuito fra voci reinventate, paesaggi acustici surreali e suoni d’ambiente, esaltato dalle elaborazioni video di Insana.
Il volteggiare aereo dei Lussuriosi, i racconti in forma di flashback di Paolo e Francesca e di Ugolino; e ancora Pluto, Cerbero, Caronte che traghetta le anime oltre l’Acheronte, orde di demoni pipistrello, le teste divoratrici di anime del gigantesco Lucifero, l’inaspettato richiamo finale del monumento a Dante di Trento, simbolo di italianità alle soglie della Grande Guerra, proiettano lo spettatore in una dimensione di live-cinema onirica e a tratti ironica, ben oltre le possibilità del cinema tradizionale. Assolutamente da vedere e scoprire.
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