Nella sala Ciea il “Geocene” e una nuova filosofia di vita
bibbiano. Nonostante i richiami del ritorno alla normalità, della ripresa e della ripartenza siano sempre più pressanti, in questo periodo abbiamo compreso quanto quella normalità non sia la soluzione ma una parte rilevante del problema.
Ecco dunque il Geocene, un mondo nuovo finalmente in armonia con la natura dove l’uomo sarà finalmente disponibile a rivedere i propri stili di vita e di consumo. Si tratta della “decrescita felice”, frutto delle elaborazioni e delle tesi del professor Serge Latouche. Di questo, una sorta di manifesto per il nostro futuro, ne parlano domani oggi Franco Motta e Francesco Fantuzzi autori del libro “Dentro la zona rossa” presso la sala comunale Ciea (via Ariosto, 4) di Bibbiano.
«La decrescita non è la crescita negativa. Sarebbe meglio parlare di “acrescita” così come si parla di ateismo», dice Latouche.
Abbandonando il culto del Pil, per Latouche decrescita non significa pertanto tornare alle lampade a petrolio: significa ricercare un’armonia col luogo che ci ospita che consenta a noi e ad esso di vivere. Il termine, mettendo in discussione alla radice il concetto di crescita economica illimitata su un pianeta limitato, nasce in ambito economico, ma ha basi filosofiche e antropologiche.
Ovvero riguardanti la vita: punta all’evitare gli sprechi, in ogni campo, e quindi a un maggiore rispetto di chi e di ciò che ci circonda. Non punta invece a tornare all’Ottocento e alle “carrozze a cavalli”. Un’economia che serve davvero al benessere dei cittadini, non che produce, dove le attività siano funzionali alla felicità della comunità.
G. B.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google