Gazzetta di Reggio

Al Valli una pièce fra teatro e cinema

Giulia Bassi
Al Valli una pièce fra teatro e cinema

Domani e domenica lo spettacolo innovativo dei belgi Peeping Tom. Cantù: «Una delle compagnie più interessanti di oggi»

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Giulia Bassi

reggio emilia. Una succulenta portata viene offerta da I Teatri /Festival Aperto con l’eccentrica compagnia belga “Peeping Tom”, il cui spettacolo alla Collezione Maramotti s’intreccia con la trilogia “Triptych: The missing door, The lost room e The hidden floor” di scena al Valli domani alle 20.30 e domenica alle 18.

«I Peeping Tom in questi giorni trovano casa a Reggio – commenta con soddisfazione il direttore de I Teatri Paolo Cantù – e sono protagonisti di due spettacoli coprodotti con partner importanti a livello europeo. Ne siamo molto felici, indubbiamente sono una delle più interessanti compagnie d’oggi tanto che si definiscono meglio nella misura in cui non gli si dà i confini, in quanto intrecciano diversi linguaggi e tecniche performative. Stanno in un mondo a parte che indaga nel profondo la contemporaneità e, in questo senso, sono perfetti per la programmazione di Aperto, frutto di un lavoro collettivo con Roberto Fabbi e Marina Basso».

Al Valli si porta in scena il loro ultimo lavoro ma i Peeping Tom «sono anche perfetti per la Collezione Maramotti, prosegue Cantù – in quanto c’è piena condivisione sul rapporto vivo tra espressioni artistiche. La coreografa Gabriela Carrizo ha lavorato come non mai in Collezione per quindici giorni serrati a contatto con le opere d’arte, come per attivare delle suggestioni profonde: ne è uscito lo spettacolo La Visita, vincitore del prestigioso Fedora – Van Cleef & Arpels prize for ballet».

L’ultima loro creazione in programma al Valli è una trilogia costruita come un montaggio cinematografico dal vivo, in cui Gabriela Carrizo e Franck Chartier indagano il mondo interiore dei personaggi per creare un universo chiuso e disturbante. Nelle tre creazioni di “Triptych: The missing door, The lost room e The hidden floor”, i diversi personaggi si evolvono in spazi dai quali non possono sfuggire. Sono partiti alla ricerca di un ideale, se ne sono andati con un sogno e con speranza.

Ora continuano a vagare in un misterioso e macabro labirinto in cui si perdono. Essi vivono tra realtà e immaginario, guidati da forze naturali che li conducono a un destino incerto. Ogni parte ha una sua ambientazione unica ed evoca un set cinematografico.

The missing door si trova in una stanza o un corridoio pieno di porte che non si aprono. L’azione in The lost room avviene in una cabina su una nave, concentrandosi sul mondo interno dei personaggi. The hidden floor si svolge nell’ambiente pubblico di un ristorante abbandonato, dove le forze naturali hanno preso il sopravvento. I cambi scena tra i pezzi vengono effettuati in piena vista e diventano parte della performance, come se si trattasse di un montaggio cinematografico dal vivo.

«Questa trilogia che offre diversi livelli di lettura – puntualizza Cantù – è percorsa da una sorta di iperrealismo magico che fa incontrare la realtà e sua parvenza con l’inconscio soggettivo, la visione dei suoi pensieri e il loro lato oscuro che i Peeping Tom sanno indagare in modo incredibile, in quanto lo permeano di umorismo nero. Alla fine lo spettatore si chiede: ma dove sta il reale vero? I personaggi, tra acrobazie e danza, sono traballanti instabili, assorbono violenza e la restituiscono».

La loro permanenza di questi giorni con le prove e gli spettacoli sarà oggetto di un documentario video e «stiamo costruendo anche un progetto per Fotografia europea: è bello che eventi così germinino altri progetti che testimoniano l’alta qualità di ciò che accade in questi giorni al teatro Valli e alla Collezione Maramotti.»

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