Clooney ai media: «Via le foto dei nostri bambini»
L’appello per salvaguardare la sicurezza: «Mia moglie porta in giudizio i terroristi. È necessario tutelare le famiglie»
londra. Non è il primo, George Clooney a presentare una richiesta del genere. Di sicuro è quello che provoca più rumore. La sua lettera, in poche ore, fa il giro del mondo. Poche righe, indirizzate al tabloid inglese Daily Mail. Contiene un invito, espresso con una certa decisione: per favore non pubblicate le foto dei nostri figli.
Per «nostri» Clooney intende, certo, i propri, quelli nati dal matrimonio con Amal, avvocata esperta in diritti civili che spesso si trova ad affrontare processi anche contro terroristi, ma anche quello di tutte le celebrità. L’esposizione mediatica dei bambini, infatti – fa presente l’attore e regista – può esporre i minori a pericoli che non si possono neppure immaginare quando si scatta una foto e si pubblica. Anche una foto di un’immagine serena.
A suscitare questa presa di posizione pubblica di Clooney, con una lettera aperta al giornale, è la pubblicazione da parte del Daily Mail di alcune foto del bambino di un anno appena di Billie Lourd, attrice americana di 29 anni, figlia dell’attrice Carrie Fisher e nipote dell’attrice Debbie Reynolds e del cantante e attore Eddie Fisher. Le foto sono state pubblicate e poi rimosse. Partendo da questo fatto – scrive Clooney al Daily Mail – vi vorremmo chiedere di evitare di «pubblicare i volti dei nostri bambini sul vostro giornale. Io sono un personaggio pubblico e accetto la frequente invasione delle fotografie (nella mia vita) come prezzo da pagare per il lavoro che faccio. Ma i nostri figli non hanno preso un impegno del genere, non lo hanno mai sottoscritto». In particolare – fa notare Clooney nella lettera aperta al Daily Mail – «la natura del lavoro di mia moglie la obbliga a confrontarsi e a portare a giudizio gruppi terroristici e noi prendiamo tutte le precauzioni possibili per mantenere al sicuro la nostra famiglia». Tuttavia – prosegue la lettera di Clooney – non ci è possibile «proteggere i nostri figli se qualunque giornale pubblica le loro facce in copertina. Noi non abbiamo mai venduto una fotografia dei nostri figli, noi non siamo sui social e mai postiamo loro immagini perché così facendo metteremmo le loro vite in pericolo. Non parlo di un pericolo paranoico, ma concreto con conseguenze reali». Infine Clooney aggiunge: «Mi auguro che concorderete con me che la necessità di vendere pubblicità non sia più importante del bisogno di mettere nel mirino bimbi innocenti». Una provocazione, certo, condivisa da molte celebrità di Hollywood, da Blake Lively, Gigi Hadid ad Ashton Kutcher.
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