L’Indaco festeggia i suoi 31 anni con un convegno e un concerto
”La Risonanza” è il filo conduttore della giornata di domani nella sede di Unimore A organizzarla il Centro nato per indagare le valenze terapeutiche della musica
Giulia Bassi
REGGIO EMILIA. Compie 31 anni ed è un’istituzione che rientra tra le eccellenze educative e formative della nostra città. La sua storia conferma la solidità del progetto che fa capo a essa e cioè a L’Indaco: associazione culturale, ma anche un centro di ricerca nato per indagare e sviluppare le valenze educative e terapeutiche della musica e dei linguaggi espressivi.
«L’Indaco, tengo a sottolinearlo, è un gruppo di operatori in costante formazione che mette le proprie competenze artistiche ed educative a disposizione del bambino e dei suoi sistemi significativi di appartenenza: la famiglia, la scuola, i servizi del territorio – spiega Franca Moretti, fondatrice insieme a Maria Stella Vannini –. Dopo il tempo sospeso del 2020, quest’anno vogliamo festeggiare il “Trentunennale” attraverso una serie di eventi. Ogni anno trattiamo con percorsi riabilitativi, in convenzione con l’Ausl servizio di neuropsichiatria, circa un centinaio bambini». Il modello di intervento che L’Indaco promuove a tutti i servizi offerti attinge dal Pensiero Sistemico, dalla Psicologia Umanistica, dalla Ricerca/Azione, e coniuga il modello di Musicoterapia di Giulia Cremaschi (Federazione Italiana Musicoterapeuti con il pensiero umanistico di Mauro Scardovelli (Aleph) trasferendolo nella pratica di ogni linguaggio espressivo utilizzato: musica, pittura, ceramica, falegnameria, cucina. «Secondo questo modello ogni individuo possiede in sé le potenzialità necessarie alla propria realizzazione e i linguaggi espressivi sono lo strumento per sostenere e sviluppare queste potenzialità». Momento culminante dei festeggiamenti è il convegno “Il fenomeno della risonanza tra fisica acustica arte e relazioni umane” che si tiene nell’Aula Magna di Unimore domani (ore 9/13 e 14.30/18.30). «La Risonanza sarà il filo conduttore di quest’anno... è stato come intraprendere un viaggio accompagnati da una raccolta di suggestioni intorno alla complessità di questo fenomeno della realtà così presente e nascosto. Al convegno se ne parlerà come fenomeno della fisica acustica che attraversa l’arte, il pensiero, le relazioni umane». Ad esso interverranno Saul Casalone (fisico), Marina Capasso (medico, libero ricercatore), Valeria Zini (docente di Filosofia), Graziano Pompili (scultore), Giulia Cremaschi (musicoterapeuta), Elena Iori (psicoterapeuta), Enrica Copelli (logopedista), Loredana Piccolo (pedagogista), Francesco Barone (consultant linguist) e Brunetta Zinelli. Durante il convegno viene eseguita in prima esecuzione assoluta l’opera “3+1=1” commissionata per l’occasione al compositore parmigiano Enrico Scaccaglia. Si compone di 4 pezzi: Combustibile, (per violoncello e tre strumenti), Arterie (per corno inglese/oboe e tre strumenti), Brytningar parola svedese che significa rifrazione, risonanza (per arpa e tre strumenti) e Edifica-Stratifica (per percussioni e tre strumenti). «Questo pezzo è nato dall’idea della Risonanza – spiega Scaccaglia – e il titolo un po’ paradossale, “3+1=1” anziché 4, sta ad indicare concettualment che qui i quattro strumenti quando sono solisti dialogano con gli altri tre che diventano cassa di risonanza del solista. Il materiale utilizzato è sempre lo stesso ma procede per rotazione. Combustibile rappresenta qualcosa di instabile che può esplodere da un momento all’altro; Arterie allude al flusso continuo, una linea che si ripete quasi in loop, Brytningar (rifrazione in svedese) suggerisce una riflesso illusorio, come un gioco di luce che modifica la percezione di un oggetto; infine Edifica-Stratifica cita un brano di Esiodo scelto per la sua evocatività; è basato su moti ondulatori ma la linea melodica nitidissima inizia con il vibrafono per poi passare alle pelli, verso il registro grave, fino alla grancassa che riproduce il battito del cuore». Interpreti Gabriele Genta (percussioni), Orfeo Manfredi (oboe), Maria Gilda Gianolio (arpa), Igor Macrì (violoncello); Elisabetta Grisendi e Pietro Scarnati (voci recitanti), Ilaria Sainato e Bianca Silvia Za (danza) e Carmelo Bongiovanni (direttore). Oltre a Franca Moretti e Maria Stella Vannini, fanno parte de L’Indaco: Cristina Moscardi, Vania Montanari, Mimmo Spaggiari, Mariangela Bartoli, Ilenia Argentini, Lorenza Marchetti, Mara Capodieci, Luca Mora, Francesco Colombelli, Andrea Frascari, Elizabeth Tagliavini, Giulia Cremaschi e Mira Verdina.
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