Aquiloni e deltaplani in volo nella chiesa di San Carlo
La mostra dell’artista tessile Margrethe Kolstad Brekke prodotta da Flag No Flags Manifesto della contemporaneità tra cambiamenti climatici e soluzioni sostenibili
REGGIO EMILIA. Aquiloni e deltaplani per illustrare il potenziale dell'energia eolica aviotrasportata. Sono quelli che possiamo ammirare nella chiesa dei Santi Carlo e Agata, in via san Carlo, grazie alla mostra dell’artista tessile norvegese Margrethe Kolstad Brekke intitolata “The Next Great Acceleration”. Siamo in un momento di transizione storica – si legge nel testo di presentazione – fuori dall'era fossile e verso qualcosa di nuovo. In tutto il mondo stanno comparendo suggerimenti e soluzioni per riorganizzare l'infrastruttura umana verso soluzioni sostenibili emergenti. Ogni opera di Margrethe Kolstad Brekke, da quando si è laureata a Bergen nel 2014, ha perseguito due filoni di ricerca decisivi per questa transizione. In particolare una sua serie di lavori dedicati al tema dello sviluppo tecnologico nel settore energetico ha generato una gamma eterogenea di collaborazioni transdisciplinari. Avviando progetti che utilizzano aquiloni e deltaplani, come quello proposto a Reggio Emilia, Margrethe perviene ad una stretta collaborazione con il Centre for Climate and Energy Transformation (Cet)/University of Bergen, concentrandosi contemporaneamente su una visione generale e sulle soluzioni strutturali specifiche. Inoltre Margrethe Kolstad Brekke si qualifica per la collaborazione con l’Artic Arts Institute che ha visto le istituzioni sovietiche presenti nell’area della Russia artica europea: un contesto individuato per una serie di lavori che hanno celebrato l’anniversario dei 500 anni di “Utopia”, l’opera di Sir Thomas More, scritta nel 1516.
La personale di Margrethe Brekke prodotta a Reggio Emilia da Flag No Flags è la prima mostra nella quale l’artista contestualizza e contrappone materiali che originano da questi due filoni paralleli di ricerca. Per accostarsi all’Accordo di Parigi, e per realizzare la maggior parte degli obiettivi dell’Agenda Unsdgs (United Nations Sustainable Development Goals) 2030, il mondo deve valersi di una visione utopica, applicando “Utopia come Metodo”, così come suggerito da Ruth Levitas. Una “Nuova Grande Accelerazione” è incombente, e anche per questo la concretizzazione delle migliori idee emergenti dovrà accadere… a velocità accelerata.
Quello di Margrethe Kolstad Brekke è un linguaggio astratto che, passando attraverso la fascinazione per le ricerche di Bruno Munari, richiama i cerchi simultanei di Sonia e Robert Delaunay agli albori del Modernismo, per farsi manifesto della contemporaneità. «Il documento Agenda 2030, poeticamente trasposto dall’artista nella palette cromatica del deltaplano, può essere inteso come uno strumento per raggiungere un traguardo utopico realizzabile, considerando l’utopia come metodo piuttosto che come fine, e quindi come fondamento di una immaginazione costruttiva per la società»: così Alessandra Tempesti, curatrice del progetto presentato nel 1919 a Bolzano.
“The Next Great Acceleration è aperta fino a domenica 21 venerdì dalle 18 alle 21, sabato dalle 10 alle 13 e dalle 18 alle 21, domenica dalle 10 alle 13.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
